Catanzaro, Droga: Processo “Doppio canale”

images 8Come riporta l’Agi:

È stata accolta la richiesta di astensione avanzata dal giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo, nella trattazione di uno stralcio del procedimento nato dall’operazione antidroga della Squadra mobile e della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro denominata “Doppio canale”. Il giudice, che in precedenza aveva trattato i giudizi abbreviati per alcuni coimputati, sarà sostituita dal collega, Domenico Commodaro, davanti al quale si tornerà l’11 febbraio prossimo, che dovrà decidere se e chi mandare sotto processo di: Fiore Catizone, Emanuele Nicoletta, Giuseppe Zaffino, Sergio Marino, Ettore Opipari, Renato Marcello, Carmine Mauro, Rocco Stranieri.

Si tratta, in particolare, degli indagati per i quali la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro non avanzò una richiesta di giudizio immediato come per gli altri le cui misure cautelari erano in scadenza, ma per i quali – essendo loro già tornati in libertà – fu presentata una consueta richiesta di rinvio a giudizio che li ha fatti approdare nell’aula del gup. I numerosi altri imputati di “Doppio canale”, invece, sono già stati tutti giudicati in primo grado. Cinque sono stati condannati dal gup Di Girolamo al termine dei giudizi abbreviati, il 12 aprile scorso, a pene comprese fra i 6 anni e gli 8 mesi di reclusione; il processo davanti al tribunale collegiale, invece, si è concluso il 19 luglio con sei condanne parziali – a pene comprese fra 3 e 1 anno e mezzo di reclusione – e sette assoluzioni totali.

Il blitz “Doppio canale” è stato portato a termine all’alba di giorno 11 gennaio 2012 per sgominare due organizzazioni criminali dedite ad un fiorente smercio di sostanze stupefacenti a Catanzaro, e con affari e collegamenti in provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia, ed accordi anche in Puglia e Basilicata. Solo ad alcuni imputati, però, è stato contestato il traffico di stupefacenti, mentre gli altri rispondevano di singoli episodi di spaccio. Dall’inchiesta antidroga, secondo quanto reso noto dagli investigatori, sono emersi collegamenti dei gruppi malavitosi ricostruiti con il clan Mancuso di Limbadi e con soggetti vicini alla cosca dei Piromalli-Ruga del Reggino. Le indagini, avviate nel 2007, hanno permesso di effettuare numerosi arresti in flagranza e diversi sequestri di cocaina, marijuana e hashish.