Calabria, nasce il Coordinamento Mare Pulito del Golfo per la tutela dell’ambiente e del mare

imagesNasce il Coordinamento Mare Pulito del Golfo per la tutela dell’ambiente e del mare, Nota Stampa:

Bando ai localismi di campanile. Bando alle chiacchiere e agli scaricabarile. La questione mare riguarda tutto il territorio della piana, e non solo, e per affrontarla è sufficiente volontà e determinazione. Senza guardare in faccia a nessuno. In questo clima si è svolta, venerdì 11 ottobre, presso l’American Bar di Nicotera Marina, un’affollata riunione di cittadini e cittadine e rappresentanti delle associazioni di molti comuni della zona (San Ferdinando, Rosarno, Gioia Tauro, Cinquefrondi, Palmi, Limbadi, Ioppolo… e ovviamente Nicotera).

Nasce così il Coordinamento Mare Pulito del Golfo. Presenti le associazioni SOS Rosarno, Nicotera Nostra, Nicotera Futura, Forum delle Associazioni Nicoteresi, Abracalabria, Laboratorio Trama e Ordito, Fronte Comune Nicotera, il Forum delle Associazioni Vibonesi, Presidio San Ferdinando in movimento, Comitato Quartiere Fiume Gioia Tauro, Kollettivo Onda Rossa Cinquefrondi, Movimento Voce Libera Coccorino-Joppolo, e molti altri rappresentanti di gruppi e associazioni, ancora non presenti nell’elenco degli aderenti perché appositamente venuti ad informarsi sul precorso. Un miracolo, a detta di molti.

Non solo perché, dopo i primi passi e le polemiche estive con qualche rappresentante istituzionale, si ricomincia un percorso a ottobre, nel segno della continuità, a stagione conclusa, con tutto il tempo per affrontare seriamente la questione. Ma soprattutto per il carattere intercomunale della riunione, che ha rappresentato anche uno degli intenti più decisi dei presenti, onde coinvolgere anche gli altri comuni ancora non presenti. Un territorio intero si muoverà, nei prossimi mesi, ad iniziativa di queste e altre organizzazioni insieme a cittadini e cittadine cui la coscienza è sufficiente, anche senza alcuna appartenenza, ad attivarsi per mettere fine una volta per tutte allo scempio del nostro patrimonio più prezioso, alla compromissione di un futuro per sé e i propri figli in questa terra, al grave e continuo attentato alla salute pubblica che interessi e connivenze o anche semplici negligenze hanno perpetrato senza scrupoli per anni. Particolare attenzione ha suscitato la presenza di numerosi operatori dei lidi locali, primi testimoni di questo scatto civile che fa dire: ora basta! Nelle loro parole l’impegno a coinvolgere i rappresentanti della propria categoria e farne traino d’un attivismo che si vuole diffuso e soprattutto deciso, duro, senza escludere gesti e iniziative la cui forza si vuole, e si esige, commisurata alla gravità della situazione. Dagli scarichi abusivi, al Mesima, fino al vero e proprio buco nero rappresentato dal megadepuratore di Gioia Tauro, il quadro è risultato abbastanza chiaro a tutti, secondo un meccanismo di degrado che coinvolge i paesi dell’interno come quelli costieri, tanto nelle responsabilità quanto nelle conseguenze.

Un fenomeno chiaramente doloso che ha nel mare solo la manifestazione più evidente d’un morbo che infesta le case d’ogni cittadino e traduce, spesso tragicamente, la violenza fatta all’ambiente in gravi patologie alle persone. Com’è possibile, s’è domandato a più voci, che in alcuni paesi risulti una media d’incidenza di alcuni tumori ben 10 volte superiore a quella nazionale? Com’è ancora possibile, a fronte di ciò, che in Calabria non esista un registro regionale dei tumori, secondo quanto prevede la legge… Cosa fanno le istituzioni preposte, tanto all’amministrazione quanto alla tutela e al controllo? Perché si continua a far finta di non vedere o addirittura negare? Non c’è più tempo da perdere e soprattutto nessuno a cui delegare. Il Coordinamento si muoverà in tutti i comuni dell’area per reperire le informazioni ufficiali, secondo quanto la legge prevede come diritto per ogni cittadino riguardo l’accesso agli atti pubblici. Stessa cosa avverrà con gli operatori sanitari, per fare anche un quadro epidemiologico, stanti le gravi carenze dell’ente pubblico a questo riguardo. Le iniziative saranno intraprese a 360 gradi per illuminare tutti gli angoli di una questione tanto annosa da essere diventata nei decenni quasi un mistero religioso e che invece è ben decifrabile e risolvibile, se ognuno fa la sua parte. Tra le testimonianze, fa ben sperare quella del Forum delle Associazioni Vibonesi sugli esiti delle denunce e iniziative messe in atto negli anni sulla questione, scandalosa, dell’acqua, che oggi vede numerosi enti indagati per inadempienze e/o complicità dirette nelle gravi disfunzioni del sistema idrico del bacino dell’Alaco. Un segno chiaro che le cose cambiano, che se ci si muove i misteri si sciolgono, le responsabilità vengono a galla e i problemi si risolvono.