E’ boom di turismo nuziale nel Belpaese, oltre 6.000 stranieri dicono sì in Italia

imagesIl Belpaese non solo meta turistica ma anche location più amata dalle coppie straniere per giurarsi amore eterno. Sempre più ‘sposini’, infatti, decidono di pronunciare il fatidico sì in Italia: un boom del ‘turismo nuziale’ che ha prodotto lo scorso anno oltre 6.000 matrimoni tra stranieri, celebrati in Italia, con un giro d’affari complessivo di circa 315 milioni di euro che ha generato 1.221.000 presenze annue.

“In cima alla classifica delle mete preferite ci sono la Toscana, la più amata, e la Costiera Amalfitana”, spiega Cristina Ditta, ideatrice di ‘the wedding care’, agenzia specializzata nell’organizzazione di matrimoni, in particolare quelli di stranieri che vogliono convolare a nozze in Italia. A seguire: Veneto, Umbria, lago di Garda e di Como, Puglia e Lazio. “A sceglierci – afferma – sono soprattutto americani, australiani, inglesi, canadesi, russi e giapponesi”. “Noi – prosegue la wedding planner – ci occupiamo di tutto, seguiamo gli sposi passo dopo passo e una volta individuati i gusti della coppia – continua – si redige una ‘guida stilistica’ che seguirà l’organizzazione dell’intero matrimonio”.

Nello specifico, Cristina Ditta spiega : “Di solito la coppia viene in Italia una sola volta prima delle nozze – continua – generalmente gli sposi stranieri ci contattano dai 6 mesi a 1 anno prima del giorno del matrimonio. L’organizzazione – informa l’esperta – si svolge a distanza ed è basata tramite un meeting su skype, che prevede la condivisione di documenti, immagini, video, progetti e prototipi dell’allestimento del matrimonio. E’ possibile – sostiene – organizzare anche matrimoni last minute (3mesi prima) ma è evidente che le possibilità di scelta saranno in alcuni casi un po’ limitate”.

“Ci occupiamo anche dell’abito – riferisce l’ideatrice di ‘The wedding care’ – dopo uno studio delle caratteristiche della sposa e dei suoi gusti, vengono selezionati brand e collezioni in linea con le sue esigenze. Successivamente – spiega – viene redatto un documento contente: collezioni, tendenze e immagini e sulla base delle ricerche fatte, la sposa andrà a provare gli abiti che più le interessano negli atelier della sua città. L’abito di solito – chiarisce Ditta – non viene acquistato in Italia”. Così come “la maggior parte degli stranieri preferisce sposarsi nel proprio paese e festeggiare poi le nozze, anche attraverso la celebrazione di una cerimonia simbolica, in Italia”.

Per quanto riguarda le richieste più originali la wedding planner spiega: “Nessuna richiesta assurda ma l’assoluta attenzione al dettaglio e al gadget, molto più che in Italia. Come gadget – dichiara – ci piace proporre ‘l’ angolo ballerine’, dotato appunto di scarpe alternative e più comode per le signore che vogliono danzare, o ancora, ‘l’angolo scialle e pashmine’, perchè – ritiene – è importante pensare a tutta una serie di oggetti che possano essere utili all’ospite per vivere la serata nella maniera più comoda possibile”.

Molto ‘carina’ una delle usanze tipiche degli anglosassoni: “gli inglesi che si sposano nel Chianti, prendono una bottiglia di vino pregiato e durante la cerimonia sigillano con chiodi e martello, la scatola di legno che contiene il vino dopo aver depositato due lettere, che gli sposi – riferisce – si scambiano e che leggeranno un anno dopo, in occasione del primo anniversario del matrimonio”.

“Ciò che mi colpisce ogni volta, che non mi stanca mai e che mi da’ grande energia – sostiene l’esperta di nozze – è la sensazione di essere all’interno di una grande festa”. “Anche per gli invitati – prosegue – si tratta di una vacanza che dura, il più delle volte, tre giorni perchè i festeggiamenti delle nozze si articolano in tre momenti principali: il ‘reahearsal dinner’ che consiste nelle prove generali della celebrazione del matrimonio e successivamente in una grande cena che gli sposi offrono agli invitati, il giorno dopo – aggiunge – è quello delle nozze vere e proprie, il tutto si conclude con il brunch del giorno successivo. Gli sposi inoltre – fa sapere Ditta – spesso decidono di prolungare il loro soggiorno in Italia per il viaggio di nozze”.

Quanto ai costi: “Non c’è un prezzo fisso, tutto dipende dalle richieste e dalle esigenze dei clienti, si può partire dai mille fino ad arrivare ai quindicimila euro, non si tratta di una spesa folle – afferma – costa meno sposarsi in Italia che a New York. Non a caso molti scelgono di sposarsi qui, perchè – conclude – chi sceglie l’Italia sceglie lo stile” senza pagarlo un occhio della testa.