Barcellona Pozzo di Gotto(Me): prime condanne per l’operazione “Badge”

Barcellona_Pozzo_di_GottoIl primo troncone del processo riguardante l’operazione denominata “Badge”, sui casi di assenteismo del personale di Palazzo Longano, si è chiuso ieri.

Maria Celi, giudice monocratico del tribunale di Barcellona, ha condannato per truffa continuata e aggravata Maria Tindara San Giovanni, ad un anno e sei mesi di reclusione e 500 euro di multa, Salvatore Bellinvia, a due anni e sei mesi di reclusione e 800 euro di multa, Maria Rosa Milone, a due anni di reclusione e 600 euro di multa, poi Grazia Marullo, Patrizia Passeri e Santa Bucca a 4 mesi di reclusione e 200 euro di multa ciascuno, Giuseppe Cutugno a sei mesi di reclusione e 300 euro di multa, Giuseppe Nobile ad un anno di reclusione e 300 euro di multa, Oreste Zocco, per gli allontanamenti verificatisi il 3 gennaio ed 11 marzo 2008, ad un anno di reclusione e 300 euro di multa e infine Antonino Calabrò a due anni di reclusione e 300 euro di multa. San Giovanni, Bellinvia, Milone, Marullo, Cutugno, Passeri, Bucca, Nobile, Zocco e Calabrò, sono stati condannati inoltre al pagamento delle spese processuali a favore dell’erario e al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede e le spese processuali per 5000 euro, a favore della parte civile, il comune di Barcellona, costituitosi con l’avvocato, Filippo Barbera.

E’ stato riconosciuto il beneficio della sospensione condizionale della pena a San Giovanni, Milone, Marullo, Cutugno, Passeri, Bucca, Nobile, Zocco e Calabrò, limitatamente per Milone e Calabrò, alla pena detentiva. Assolti, perchè il fatto non sussiste, Santi Pino, Maria Catena La Malfa, Norma Patrizia Salvadore, Sebastiana Caliri e Lucia Provvidenti Parisi e anche Oreste Zocco, ma per circostanze diverse da quelle per le quali è stato condannato. Hanno difeso gli avvocati, Gaetano Pino, Tommaso Calderone, Francesco e Sergio Russo, Giovanni Munafò, Francesco Aurelio Chillemi, Sebastiano Campanella, Tiziana Rotondo, Carmelo Mobilia e Benedetto Calpona. Di questo primo troncone, faceva parte anche Francesco Miano, la cui posizione era stata stralciata ed era stato assolto, ma la sentenza è stata impugnata in appello dalla procura di Barcellona. Una sola assoluzione, quella dell’impiegata Maria Catena La Malfa.
Quattordici le condanne che erano state richiesta dal Pm Fabio Sozio,