Amnistia, Candido (Radicali): “La Regione Calabria istituisca il garante regionale dei diritti delle persone private della libertà”

images“L’ultimo messaggio alle Camere, prima di quello del Presidente Giorgio Napolitano, risale al 2002 da parte del Presidente Ciampi. Chi ne avesse prima dubbi oggi non può più far fina di niente: le carceri sono stracolme e i diritti delle persone detenute sistematicamente violati”. È quanto si legge in una comunicato di Giuseppe Candido, attivista calabrese storico del Partito Radicale. “Riteniamo che il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla questione carceraria” – continua Candido nella nota stampa – “possa e debba essere da stimolo anche per il Presidente della Giunta, per il Presidente del Consiglio Regionale e per l’intero Consiglio affinché provvedano, anche per la nostra Regione dove pure il sovraffollamento delle carceri è un grave problema, all’istituzione del Garante dei diritti delle persone private delle libertà. E pure i Sindaci dei comuni nel cui territorio sono presenti istituti di pena potrebbero autonomamente istituire il loro Garante. In Calabria, stante i tredici istituti di pena disseminati nelle 5 province, solo il Comune di Reggio Calabria lo ha già istituito.

Il messaggio di Napolitano sulle carceri ha sottolineato l’estrema importanza di un’iniziativa a cui ha contribuito in maniera determinante la lotta di Marco Pannella e dei radicali. Napolitano, come previsto dall’art.87 della nostra Carta, si è rivolto direttamente a Deputati e Senatori ma quel messaggio è in realtà rivolto” – sottolinea Candido – “all’intera nazione, attraverso i suoi rappresentanti. Il Consiglio regionale della Calabria, dove il problema delle carceri pure è importante e grave sia dal punto di vista del sovraffollamento sia da quello delle carenze di organico, avrebbe un mezzo concreto per corrispondere a quel messaggio: istituire e nominare subito il garante regionale delle persone private della libertà. Mentre il Parlamento, per ottemperare entro il 28 maggio all’ultimatum impostoci dall’Europa con la sentenza pilota che ci ha condannati per violazione dell’art.3 della CEDU, dovrà discutere i limiti che il provvedimento di amnistia dovrà avere, una legge regionale per istituire, anche nella nostra Regione, il garante delle persone private della libertà, che in altre Regioni già esiste,” – conclude Candido – “consentirebbe pure in Calabria di avere questa importante figura a tutela dei diritti fondamentali che, è bene ricordarlo, anche nella nostra regione sono sistematicamente violati. Gli oltre 2.650 cittadini oggi detenuti nelle 13 carceri calabresi, i loro parenti, gli agenti di polizia penitenziaria, i direttori e gli operatori civili che in quelle condizioni inumane e degradanti lavorano, vedrebbero, dalle Istituzioni regionali, un’assunzione di responsabilità all’altezza dei problemi che il Presidente della Repubblica ha evidenziato”.