Aeroporto di Reggio, l’affondo di Cuzzocrea: «Clamorose iniziative di protesta contro Alitalia»

images«Ancora una volta la politica reggina dimostra di non andare oltre il consueto teatrino di dichiarazioni stereotipate mentre l’aeroporto dello Stretto muore». Il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, interviene sull’attuale situazione del “Tito Minniti” e stigmatizza «il comportamento di chi continua ad annunciare operazioni mirabolanti cui non seguono fatti concreti, oppure tende a minimizzare dati allarmanti. Il mondo delle imprese non avallerà l’attendismo suicida di chi si lava la coscienza dettando alle agenzie dieci righe di “aria fritta”».
«Siamo pronti a metterci alla testa di iniziative di protesta clamorose – aggiunge Cuzzocrea – perché solo con prese di posizione forti e determinate si potrà salvare l’aeroporto della nostra città. Proporrò ai sindacati, cui ci lega una visione comune delle prospettive di sviluppo futuro di questo territorio, l’avvio di una battaglia condivisa e aperta al contributo di chiunque abbia a cuore la difesa del nostro scalo».
Il massimo rappresentante degli industriali reggini sostiene di non condividere «le dichiarazioni di quanti tentano di rassicurare l’opinione pubblica asserendo che il taglio dei voli deciso da Alitalia sia in linea con quanto accaduto in passato. Il punto è un altro: la compagnia di bandiera, cancellando la bellezza di 5mila posti passeggeri, dimostra di non avere alcun interesse strategico nei confronti di Reggio Calabria, oppure di non essere nelle condizioni di garantire il servizio con una dignitosa programmazione. Ma noi reggini non siamo italiani di serie B. Abbiamo gli stessi diritti degli altri».
«Bisogna essere sinceri fino in fondo e non prendere in giro i cittadini – prosegue il presidente di Confindustria Reggio Calabria –. Oggi la situazione debitoria della Magliana è pesantissima e se, come appare quasi ineluttabile, la compagnia dovesse passare in mano francese, gli aeroporti considerati periferici da Parigi saranno ridimensionati, a cominciare dal nostro. Ecco perché dobbiamo ribellarci. Democraticamente e civilmente, ma ribellarci. Alitalia non può disimpegnarsi da Reggio condannando i cittadini e le aziende a una condizione di definitivo isolamento».
Il presidente di Confindustria si pone alcune domande: «È vero che la compagnia che avrebbe dovuto operare i charter dalla Germania ha deciso di sospendere i voli per gli alti costi di addestramento degli equipaggi? Quali risultati hanno prodotto i quattro voli dalla Russia? Che fine hanno fatto e che valore strategico hanno i collegamenti annunciati dalla Regione con la Romania?». E ancora: «La pista 15-33 del “Tito Minniti” è mai stata collaudata? Per quale ragione l’Enac mantiene le limitazioni che impediscono ai vettori low cost di atterrare a Ravagnese? E allora, se questa è la situazione, perché vengono stipulati accordi commerciali che poi restano sulla carta?».
Di fronte a questi interrogativi, Cuzzocrea ribadisce «la necessità di avviare una politica seria di rilancio del “Tito Minniti”, a cui servono poche e chiare cose: il collegamento veloce con Messina e frequenti ed economici voli con le principali città italiane. È finito il tempo di operazioni commerciali “strane”, con oscure compagnie che paghiamo di tasca nostra per garantirci due – tre voli mezzi vuoti prima di scomparire nel nulla».