Aeroporto dello Stretto, la Sogas sulle limitazioni: “Enac decide solo a metà”

foto_aerea_apt_REGAccolte solo per metà le ragioni di Sogas. Anche se ancora non basta. La Società di Gestione prima di esprimersi ulteriormente attende comunque di poter leggere e analizzare approfonditamente gli atti per conoscere così le annotazioni tecniche su cui si basa quanto deciso  in esito dell’incontro svoltosi in Enac.

A tal proposito – si legge nella nota – Sogas SpA ha già formalizzato esplicita richiesta al fine di poter visionare tali atti prima del successivo incontro che si terrà sempre a Roma il prossimo 30 ottobre. Trattandosi di un tema delicato dove gli aspetti e le considerazioni di natura tecnica debbono necessariamente essere sufficientemente chiari, Sogas preferisce basarsi solo su atti concreti e formali.

Tutto ciò considerata appunto l’assoluta rilevanza degli argomenti trattati, anche in ragione della ultima decisa presa di posizione del Presidente della Provincia Giuseppe Raffa nell’intervenire, come già fatto più volte in passato, sempre in difesa dei reali interessi dell’Aeroporto dello Stretto, anche e non solo in qualità di azionista di riferimento di Sogas SpA.

A tal proposito, se dovesse essere confermata l’ipotesi trapelata, che vede parzialmente accolte le tesi proposte dallo studio prodotto dai tecniciFOTO_aero3_APT_REG Sogas, dal nostro punto di vista del Gestore, ne deriverebbe quantomeno una decisa e positiva mitigazione in ordine alle c.d. “limitazioni ground” o “limitazioni a terra”.  Vincoli e prescrizioni che dal 2000 penalizzavano l’Aeroporto dello Stretto e che, di fatto, non avevano più senso di esistere in ragione degli oltre venti milioni di euro spesi in investimenti dal 2004 fino ad oggi, ad esempio, per l’ampliamento delle infrastrutture di volo a garanzia di maggiori caratteristiche prestazionali e superiori standard di sicurezza, per migliorare  gli aspetti inerenti il drenaggio e la canalizzazione delle acque meteoriche, per l’implementazione degli impianti di segnalazioni visive. Una decisione che, se venisse appunto confermata tale ipotesi, è però destinata a lasciare  l’amaro in bocca agli stessi amministratori di Sogas SpA. Lo scalo di Ravagnese rimarrebbe, però, ancora assoggettato ad una classificazione di tipo C in materia di abilitazioni aeroportuali da parte dei piloti. Fattore questo ultimo fortemente penalizzante che continuerebbe così a rappresentare un elemento particolarmente oneroso per qualsiasi nuova compagnia che intenda operare presso l’Aeroporto dello Stretto. Pertanto, se tali ipotesi venissero effettivamente e definitivamente confermate, si renderà necessario rivedere le previsioni di crescita dello scalo anche attraverso l’implementazione del conto economico, compresi i tempi e modalità del delicato iter di privatizzazione rimasto di fatto in stand – by in attesa del previsto riconoscimento del regime concessorio trentennale in favore di Sogas.

Pertanto – si conclude la nota –  avendo tecnicamente espletato tutti gli interventi fino ad oggi possibili, il Consiglio di Amministrazione della Società di Gestione attende ora di conoscere, il prossimo 14 ottobre, dall’Assemblea dei Soci quali saranno le determinazioni o le eventuali ulteriori iniziative che gli Enti rappresentati intenderanno adottare per intervenire soprattutto su questi temi attorno ai quali si gioca ormai il presente oltre che il futuro dell’Aeroporto.