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Vibo, scoperta dalla Guardia di Finanza una truffa all’Inail

gdfLe Fiamme Gialle della Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nell’ambito di indagini di Polizia Giudiziaria volte a tutela della spesa pubblica nazionale, hanno scoperto un redditizia frode ben studiata ed articolata, messa in pratica da un soggetto, residente nella provincia vibonese. Questi avrebbe ottenuto, mediante la presentazione all’INAIL di documentazione medica redatta ad hoc e falsi certificati medici, riportanti anche l’intestazione e la firma di due inconsapevoli medici specializzati in Medicina del Lavoro, l’indebito pagamento di danni biologici per una somma pari a  40.000 euro. In particolare, il soggetto, scovato dagli investigatori, avrebbe utilizzato formats ed intestazioni di pregresse “Relazioni Mediche” già in suo possesso, per redigere ulteriore documentazione attestante danni biologici e/o aggravamenti degli stessi conseguenti ad infortunio sul lavoro, che, successivamente presentate all’INAIL di Vibo Valentia, gli hanno fruttato il fraudolento pagamento. Il ben congegnato sistema di frode scoperto dalle Fiamme Gialle vibonesi mediante l’importante apporto collaborativo dei Reparti territoriali di Reggio Calabria e Messina, denota un alto acume investigativo, trattandosi di un settore, quello della Medicina del Lavoro, molto complesso ed articolato. La truffa scoperta, ha portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria dell’autore della stessa, accusato di reati che vanno dal falso in atti, alla truffa aggravata. L’indagine svolta nell’ambito dei poteri conferiti al Corpo dal Decreto Legislativo 68/2001 assume spiccata importanza, laddove vede la Guardia di Finanza costantemente impegnate sul versante della difesa degli interessi erariali del Paese e della tutela della spesa pubblica nazionale, settori in relazione ai quali il Corpo svolge attento ed imprescindibile contributo al fine di prevenire o reprimere illeciti in tale ambito, volti a rilevare l’esistenza di eventuali anomalie nel percepimento di indennità e vitalizi di infortunio sul lavoro, corrisposte dall’INAIL.
Le ulteriori indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria hanno condotto i finanzieri a reperire, nel corso di perquisizioni domiciliari, ulteriore documentazione medico-legale (ricettari, false fatture e falsi certificati medici) utilizzati, presumibilmente, per truffe assicurative.