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Serie B, Reggina: dopo il disastro di Trapani ci vuole calma e sangue freddo

atzoriCi vuole calma e sangue freddo per una Reggina che sta già pensando alla partita di sabato al Granillo contro il Novara: la batosta di ieri a Trapani ha deluso un po’ tutti, non tanto per la sconfitta in sè che poteva anche starci in casa di una squadra davvero tosta, quanto per le sue proporzioni. E così il partito di coloro che chiedono la testa del mister convinti che la squadra sia una corazzata (!!!), torna a farsi sentire dopo una settimana di quiete a seguito della bella vittoria contro la Juve Stabia. Che ieri Atzori sia andato in confusione l’abbiamo scritto un po’ tutti, ma è stato lui stesso ad ammetterlo nel post-partita assumendosi tutte le responsabilità di una prestazione così indecorosa. Dopotutto ragionare con la pancia dopo appena 4 partite di campionato rischia di diventare davvero pericoloso. Mister Atzori a Reggio lo conosciamo bene, è stato il principale artefice del miracolo di 3 anni fa quando una squadra di ragazzini provenienti dalla Primavera e dalla Lega Pro, portò la maglia amaranto a giocarsi i playoff per la serie A. E alla 4^ giornata di quel campionato, quella Reggina fu sconfitta duramente (proprio 4-0, come ieri a Trapani!) sul campo del Padova che poi sarebbe arrivato a giocarsi la serie A nella finale playoff contro il Novara.
trapaniAdesso noi oggi non possiamo sapere se questo Trapani arriverà in finale dei playoff come quel Padova, ma dobbiamo chiederci se il risultato di ieri è frutto di demeriti della Reggina o di meriti dei siciliani. Sicuramente gli amaranto hanno avuto le loro colpe soprattutto in fase difensiva, o anche nell’assetto tattico e negli uomini schierati in campo dal primo minuto con in panchina i vari “big” (Colucci, Strasser, Di Michele), ma non è che c’è voluta la Reggina per fare grande un Trapani che in gare ufficiali non perde da 26 partite e che si trova al secondo posto in classifica con la miglior difesa e il secondo miglior attacco del campionato. Sulle ali di un entusiasmo straordinario (tre anni fa i siciliani giocavano in serie D, è la prima volta nella storia che disputano la serie B e hanno tutte le carte in regola per ambire a un posto nei playoff per poi giocarsi negli spareggi l’approdo in serie A!), il Trapani è anche stata l’unica squadra che in queste prime 4 partite ha bloccato l’Empoli sul pareggio, altrimenti i toscani sarebbero ancora a punteggio pieno. E questi 8 punti li ha conquistati, oltre che contro Reggina ed Empoli, sul campo del Padova e contro il Pescara, altre titolate “big” del campionato. Ma quello di considerare la Reggina come unica artefice di ciò che accade in campo ogni qual volta giochi, è un antico difetto dei “grandi intenditori” di calcio reggini, che spesso e volentieri dimenticano come in campo si scende in 22 e ci siano anche gli avversari. Come a Lanciano, ad esempio: sicuramente anche quella è stata una brutta prestazione per questa squadra che in trasferta deve ancora trovare una sua autorevolezza, ma si è trattato anche in quel caso di un avversario arcigno che si trova secondo in classifica appaiato al Trapani e ancora imbattuto, con 8 punti dopo 4 partite.
Reggina_logoEppure la Reggina 2010/2011, quella di Atzori che poi arrivò ai playoff con travolgente entusiasmo, dopo 4 giornate in classifica era ancora più indietro rispetto ad oggi: di punti ne aveva 4 (e non 5 come adesso) e solo dalla 5^ giornata iniziò una straordinaria cavalcata (5 vittorie e 2 pareggi nelle successive 7 partite) che la portò nelle zone alte della classifica. Se questo accadrà anche quest’anno è impossibile da prevedere, fatto sta che adesso è bene avere calma e sangue freddo un po’ tutti nell’ambiente, dalla tifoseria alla società fino a giocatori e mister. Ecco, il mister: sta a lui individuare la squadra ideale, quell’11 titolare che si conosca a memoria in schemi e giocate in modo da riuscire a dare a tutti filo da torcere. Tre anni fa è stato più facile, con una squadra già confezionata al 100% a fine giugno. Quest’anno è molto più difficile, tanti giocatori sono arrivati negli ultimi giorni di mercato (Rigoni, Strasser, Foglio, Cocco), altri hanno recuperato tardi dagli infortuni (Lucioni, Di Michele), altri ancora sono indietro nella preparazione e dal punto di vista atletico hanno molto da lavorare (Gentili, Maza, Falco) e addirittura Sbaffo potrà giocare solo dalla 9^ giornata in poi. E’ chiaro che serva un po’ di tempo per creare l’amalgama giusto che dia frutti in campo, ma adesso siamo a settembre inoltrato e non possiamo aspettare all’infinito.