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Scala dei Turchi: da un ecomostro all’altro. E stavolta lo scempio è legale

Uno scorcio della Scala dei Turchi
Il nuovo ecomostro (foto MareAmico)

Il nuovo ecomostro (foto MareAmico)

Potrebbe sembrare una burla, una presa in giro. Ma non lo è. Sono passati neanche tre mesi dall’abbattimento degli ecomostri alla Scala dei Turchi, uno dei luoghi più caratteristici del mondo intero, in attesa di ricevere l’attestazione di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco (richiesta presentata nel 2007). Quelle costruzioni realizzate nel 1989, quei pugni nell’occhio, simbolo dello scempio, dell’abusivismo, dello sfruttamento illegale e senza limiti, sono finalmente sparite per sempre. Ma per la Scala dei Turchi non c’è davvero pace.

Sulla collina che sovrasta la spiaggia infatti è in costruzione da alcune settimane un complesso di villette, che tra le altre cose è a ridosso delle falesie pericolanti a causa del crollo avvenuto lo scorso marzo. Non solo uno scempio visivo quindi, ma anche una scelta logisticamente pericolosa. E, cosa ancor peggiore, del tutto legale. Sì, perché al contrario dei vecchi ecomostri, questi ultimi hanno tutte le “carte” in regola.

Il vecchio ecomostro mentre viene demolito

Il vecchio ecomostro mentre viene demolito

La denuncia è arrivata dall’associazione MareAmico, che ha pubblicato le foto del complesso in costruzione, il cui progetto prevede una ventina di villette. E l’assoluta “legalità” del cantiere è stata confermata dal sindaco di Realmonte, comune all’interno del quale si trova la Scala dei Turchi. Il primo cittadino Pietro Puccio ha infatti affermato che la precedente amministrazione, guidata Giuseppe Farruggia, insieme alla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento, ha approvato la realizzazione degli edifici.

Le villette “sono sopra una collina a meno di 10 metri in linea d’aria da dove sono state demolite le costruzioni poco tempo fa. Inoltre dal punto di vista della stabilità del territorio, ci appare che ci sia parecchio di che preoccuparci“, ha affermato Claudio Lombardo, presidente di MareAmico, che ha definito il complesso una “sconcezza“, “autorizzata da un braccio dello Stato ossia la Soprintendenza“.

Per riuscire ad ottenere l’abbattimento degli ecomostri ci sono voluti ben 24 anni. Quasi un quarto di secolo per eliminare una costruzione abusiva, illegale. E adesso quanto ci vorrà? Anzi, peggio: si riuscirà stavolta a far valere un principio che per le istituzioni sembra trascurabile, quello della tutela ambientale? Non vogliamo puntare il dito contro nessuno. Anzi, siamo certi che le concessioni per il complesso siano state un errore, seppur madornale. Gli uomini e le istituzioni commettono errori, ma si possono solo applaudire quando li riconoscono e tornano sui propri passi.

E allora noi ci professiamo fiduciosi: siamo certi che qualcosa si farà, per evitare questo nuovo scempio. Lo Stato non può favorire poche decine di privilegiati – data la posizione, le villette avranno prezzi stratosferici – e penalizzare una bellezza naturalistica che viene ogni anno visitata da centinaia di migliaia di turisti.

Uno scorcio della Scala dei Turchi

Uno scorcio della Scala dei Turchi