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Regione Calabria, lavori terza Commissione: nota congiunta Naccari, Guccione e Scalzo

Calabria“Il modo irrituale di condurre l’audizione richiesta dal gruppo del Pd consentendo al direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, avvocato Gangemi, di raccontare una sua storia, a tratti favola, senza permettere ai commissari di interloquire e porre domande, ha svuotato il senso della audizione stessa, comportando il permanere di una situazione caratterizzata da forti criticità potenzialmente lesive della salute dei calabresi”.
E’ quanto affermano i consiglieri regionali Demetrio Naccari Carlizzi, Carlo Guccione e Tonino Scalzo (Pd), in relazione ai lavori della terza Commissione, tutt’ora in corso, che hanno visto la convocazione da parte dell’organismo consiliare dell’avvocato Gangemi in merito alla situazione del Centro Trasfusionale di Cosenza. “Come evidenziato dalla relazione della Commissione Grassini inviata dal Ministero- spiegano i tre esponenti del Pd-, permangono a tutt’oggi elementi di rischio per i pazienti e la mancata rimozione delle criticità evidenziate da sette mesi nella precedente ispezione ha concorso, oltre ogni ragionevole dubbio, nella determinazione dei tragici eventi accaduti nel luglio scorso. Le inadempienze e le omissioni, aggravate dal tentativo di scaricare sui medici e sui sub-commissari per il Piano di Rientro colpe e responsabilità dell’accaduto-concludono i consiglieri- non possono che portare alla revoca immediata del direttore generale per gravi violazioni di legge, errori nella programmazione del turn over proprio con la mancata richiesta di personale per il Centro trasfusionale, oltre che per avere prodotto un deficit finanziario rilevante che, inspiegabilmente, non viene sanzionato, come prevede la normativa vigente, da parte del commissario Scopelliti”.