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Reggio, Popolari e Liberali: “l’arrivo dei commissari è stato un salasso per i cittadini”

Movimento Popolari e LiberaliDi seguito la nota diffusa dal Coordinamento cittadino dei Popolari e Liberali di Reggio Calabria:

La gestione commissariale del Comune di Reggio Calabria si è rivelata un autentico salasso per le famiglie reggine. E’ l’amara constatazione che fa il Movimento dei Popolari e Liberali del Coordinamento cittadino di Reggio Calabria che nei giorni scorsi ha tenuto una riunione, alla presenza del Coordinatore regionale on. Giovanni Nucera, per affrontare le problematiche generali della città.

Nei mesi di luglio e agosto i contribuenti reggini  hanno ricevuto le cartelle di pagamenti dei tributi relativi all’acconto TARES 2013 e del servizio idrico integrato.  In entrambi i casi, in attesa che il Governo definisca meglio i contorni della cosiddetta ‘service tax’ che entrerà in vigore nel gennaio 2014, per molte famiglie si è trattato di balzelli insostenibili, assolutamente inadeguati rispetto al servizio reso alla cittadinanza. Già di per sé l’acconto Tares, il cui ammontare definitivo  dovrà essere definito nei prossimi mesi, ha segnato un aumento vertiginoso delle tariffe, inerenti il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Ma nonostante il netto miglioramento della situazione rispetto alle prime settimane dell’estate, quando tonnellate e tonnellate di rifiuti restavano abbandonati lungo le strade, il quadro generale della città, in termini di pulizia e manutenzione generale, dei marciapiedi, del manto stradale di molte arterie cittadine, e degli spazi verdi,  è davvero desolante. Comprendiamo le difficoltà derivanti dalla fase di transizione cui sono sottoposte le ex società  partecipate del Comune di Reggio Calabria,  Leonia e Multiservizi e le vicissitudini che sono costrette ad affrontare i Commissari prefettizi, ma le risposte che i cittadini ricevono rispetto alle tariffe che vengono loro imposte è assolutamente sproporzionato. Molte strade della città restano sporche, con folti cespugli che crescono sotto i marciapiedi o lungo i muri degli edifici, senza considerare l’illuminazione pubblica in molte aree carente e, come sul lungomare, bisognosa di manutenzione, sia nella sostituzione delle lampade, che nel ripristino degli stessi impianti illuminanti.

Altro aspetto discusso nel corso della riunione, che ha fermamente censurato il mancato invito dei Popolari Liberali alla riunione convocata dai Commissari con le forze politiche presenti in Consiglio comunale, le pesanti tariffe del servizio idrico, appesantito dai costi di una rete ormai obsoleta,  da quelli dell’energia elettrica necessaria per alimentare i tanti pozzi dai quali il Comune di Reggio attinge l’acqua per la distribuzione potabile e da un insufficiente servizio di depurazione, che pesa, però sulla bolletta finale.

Aumenti diffusi che hanno duramente provato l’economia delle famiglie reggine. Nel 2012 la tassa-tariffa sui rifiuti solidi urbani è costata in media 225 euro a famiglia, e la Tares di quest’anno si annuncia ancora più gravosa, e va a colpire una economia già duramente provata dalla crisi, dalla disoccupazione diffusa, e dalla necessità di reperire i fondi necessari per la copertura del buco di Bilancio di cui è gravato il Comune di Reggio, a causa di pesanti tagli ai trasferimenti statali  di questi ultimi anni.

Dati che confermano la tendenza nazionale di una tassazione locale che incide per il 30% sulla pressione fiscale complessiva delle famiglie, attestandosi a circa 1700 euro l’anno, e colpendo soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati.

Da qui l’appello dei Popolari e Liberali del Coordinamento cittadino di Reggio Calabria,  ben rappresentati in Consiglio comunale, ma inspiegabilmente non  invitati all’incontro che gli stessi Commissari hanno indetto con le forze politiche della città, perché rivedano il quadro dei tributi comunali, a cominciare da quelli che più pesano sull’economia di famiglie numerose, di anziani, che non riescono più a sopportare una pressione fiscale locale così alta, attraverso l’efficienza ed il contenimento dei costi di questi servizi che vanno sì, come dice la legge, coperti con i tributi dei cittadini, ma non possono trasformarsi in uno strumento che strozza la vita e lo  sviluppo delle famiglie.