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“Reggio o meglio la città incompiuta”: la nota di Lorenzo Fascì (PdCI) sui deficit della città

Di seguito la nota di Lorenzo Fascì, Partito dei Comunisti Italiani, dal titolo “Reggio o meglio la città incompiuta”:

Da tempo cerchiamo di raccontare i deficit, le lacune di una città che, purtroppo, sembra come un uccello che tenta di volare ma ha le ali tarpate.

Tanti slogan in questi anni; quante promesse, a sentire gli speaker dell’Amministrazione che ha governato la città negli ultimi 10 anni la città stava crescendo continuamente.

Bene oggi, girando la città si può provare a fare un bilancio di quegli anni. Purtroppo la fotografia che emerge non è proprio assimilabile al battito di ali; tutt’altro.

Uno dei deficit più eclatanti riguarda i collegamenti tra centro città e periferia.

Nei giorni scorsi per esempio ho visitato il paese di Trunca.

Qui doveva partire la strada di collegamento con Santa Venere un paesino gradevole ai confini con Gambarie e Cardeto. Una comunità davvero gradevole nella quale le circa 500 anime che la compongono, sarebbero ben felici di viverci se fosse dotata dei servizi essenziali; tra cui la strada, una strada decente per arrivarci.

Il sogno di questa comunità.

Quel sogno sembrava aver trovato realtà in quanto l’allora Amministrazione Falcomatà aveva preso atto del grave deficit di viabilità ed aveva l’opera tra quelle strategiche della città; ne aveva previsto il finanziamento ed addirittura era stato approvato anche il relativo progetto.

Per l’esattezza per la realizzazione di questa strada erano state inserite nel bilancio comunale delle opere pubbliche le seguenti poste: 1.500.000,00 per il primo anno, 1.000.000,00 per il secondo anno ed 1.000.000,00 per il terzo anno. Da quel piano di previsione sono passati 10 anni; in questi lunghi anni, la Giunta Scopelliti ha più volte promesso la  promesso la realizzazione del progetto. Bene; Che fine ha fatto quella promessa?

DI QUELL’OPERA SONO STATI REALIZZATI CIRCA 500 MT.! Nemmeno l’1%. DAVVERO UN BEL RISULTATO.

Ma quel è più grave è che – per quanto è dato sapere l’amministrazione aveva richiesto ed ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti l’erogazione del mutuo per la posta in bilancio (1.500.00,00); pur non avendo prova diretta la circostanza dovrebbe essere certa perché sono stati spesi i primi 500.000,00 per il primo lotto.

Ebbene, da anni i lavori sono fermi, il cantiere è abbandonato; e l’opera non è più prevista nel Piano delle Opere pubbliche comunali, per cui occorre domandarsi: la residua somma di 2.000.000,00 di euro dove è andata a finire?

È una domanda alla quale i cittadini di Santa Venere vorrebbero avere una risposta. E non solo loro. La zona dove è stato realizzato il primo tratto di strada non è in sicurezza. Ad ogni pioggia scendono giù detriti e fanghi che arrivano fino all’abitato di Trunca. Ed ancora. Che fine ha fatto la procedura espropriativa che aveva apposto il vincolo ai terreni dove era stato previsto il tracciato stradale?

Lo scenario che si presenta agli occhi di chi arriva al cantiere è davvero degradante.

Per questo, anche su sollecitazione di tanti cittadini che non si rassegnano a perdere la speranza di una città migliore, oggi che non c’è più quell’Amministrazione che ha legato le ali allo sviluppo della città, consegniamo ai Commissari Straordinari questo grave deficit infrastrutturale e chiediamo loro la disponibilità ad un sopralluogo in modo da renderli meglio edotti dell’assurdità della vicenda; e nel contempo cerchiamo di delineare una fotografia di quello che è veramente (di come è stata ridotta) la città, dopo il Modello Reggio; in modo da sapere da dove ripartire.