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Reggio, l’associazione Atlantide ringrazia la SATI per il sostegno nell’evento “Il sapore della libertà”

102406_100015_LOGO_SATI_COMUNEDi seguito la nota diffusa da Rocco Ciccone, Presidente dell’Associazione ONLUS “Atlantide” la Civiltà perduta – “L’ignoranza, il pietismo, la paura e l’indifferenza sono mali sociali che isolano le persone con disabilità e ritardano la loro emancipazione verso una piena integrazione nella società in cui vivono. La collettività si dimostra reticente ad imparare che la disabilità è una risorsa e non solo una sofferenza per chi la vive quotidianamente, direttamente o indirettamente; fortunatamente, sono molteplici i sintomi di una diffusa consapevolezza delle “diverse” capacità delle persone con disabilità e del valore che questi possono donare alla vita di ciascun essere umano. A dimostrazione del fatto che il disabile è, come tutti, patrimonio di cultura, capacità, attitudini e vitalità, la S.At.I ha sostenuto con rispetto ed operosità l’Associazione Atlantide nell’ambito dell’evento “Il sapore della libertà”, dimostrando così di essere una delle poche realtà di rappresentanza istituzionale che, sensibile alle tematiche sociali, si batte per far valere l’eguaglianza di trattamento e per riconoscere il diritto delle persone con disabilità a godere delle stesse opportunità degli altri cittadini. «Ci teniamo soprattutto a mettere in evidenza l’impegno morale dell’Amministratore Unico della S.AT.I. Ivano Nasso che, come già ribadito nella targa a lui dedicata, è un insigne custode di alti valori. Come lui la Società che rappresenta, diventata ormai nostra amica e compagna d’avventure. La passione e la serietà messa a nostra disposizione per realizzare gli eventi dei giorni scorsi provano come le piccole realtà possano diventare grandi ed è questo che ha fatto la S.AT.I. condividendo la nostra stessa volontà assumendola socialmente, impegnandosi ad eliminare qualsiasi ostacolo burocratico, giuridico e fisico per aiutarci a diventare soggetti attivi e vitali, come qualsiasi altro cittadino. L’impegno che richiedono i disabili è enorme, considerando la presenza di numerose barriere architettoniche che impediscono una mobilità autonoma, ma le location scelte con la S.AT.I. per la realizzazione delle manifestazioni hanno dato onore e decoro all’iniziativa e ai partecipanti che hanno potuto muoversi in piena libertà tra il Teatro Cilea e l’Arena dello Stretto».
È innegabile che ci siano ancora grosse difficoltà che impediscono alle persone disabili di esercitare apertamente i propri diritti e le proprie libertà e che rendono difficile la piena partecipazione alle attività messe in campo. Ma bisogna capire che il vero handicap sta nell’impedire l’incontro tra i disabili e l’ambiente socio-culturale che li vede crescere e diventare esseri umani autonomi ed indipendenti“.