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Rapporto annuale Federculture: in Sicilia crolla la spesa per la cultura

federcultureLa cultura per lo sviluppo del Mezzogiorno, come motore di progresso per superare la crisi in atto e rilanciare la crescita dei territori.  Il ricco tessuto culturale presente nel nostro Sud, e in particolare in Sicilia, è una risorsa non adeguatamente valorizzata, sulla cui gestione grava un pesante apparato burocratico che non ne permette il pieno sviluppo. Inoltre, nell’ultimo anno anche nell’isola, come nel resto del Paese, la crisi morde e si abbatte sulle famiglie che riducono consumi e fruizione culturale.  Il rischio è un progressivo e generale impoverimento, culturale ed economico, della società, delle realtà locali, della vita delle famiglie. Per questo, prima che sia troppo tardi, serve una strategia che restituisca al Paese e ai cittadini una prospettiva, fiducia nel futuro, la speranza di una qualità della vita migliore. Da qui bisogna ripartire: dal bene comune e dalla coscienza collettiva, dall’educazione, dal merito, dai talenti, dalla cultura”.

Questo è quanto si legge nel Rapporto Annuale Federculture 2013 “Una strategia per la Cultura. Una strategia per il Paese”, edito da 24oreCultura, presentato oggi alla GAM di Palermo in un incontro pubblico al quale hanno partecipato il Sindaco Leoluca Orlando, l’Assessore alla Cultura Francesco Giambrone. Il Presidente di Federculture Roberto Grossi ha, invece, illustrato i contenuti del volume, con uno speciale approfondimento sulla realtà siciliana, estrapolato dall’ampia analisi delle dinamiche in atto nel settore della cultura presente nel Rapporto.
In un tale periodo di crisi è evidente la necessità delle famiglie di tagliere alcune voci del loro bilancio; la scelta ricade sulle spese relative alla fruizione della cultura.
Un fenomeno registrato sia a livello nazionale che locale: nel 2012 la fruizione culturale, ad esempio, crolla in tutti i settori e gli italiani rinunciano al teatro, -8,2%, al cinema, -7,3%, ai concerti, -8,7%. Allo stesso modo diminuiscono i siciliani che vanno ai concerti, -14%, che visitano i monumenti, -5%, o che seguono gli spettacoli sportivi, -16,5%. In controtendenza, però, nella regione i dati relativi ai residenti che vanno a teatro, +4,8%, alle mostre +1% e al cinema,+2%.
Il calo è ancora più evidente se si analizzano i dati relativi alla spesa. Quella effettuata dal pubblico delle attività di spettacolo in Sicilia nel 2012, pur a fronte di un incremento complessivo dell’8,7%, diminuisce del 10% per i concerti, del 20% per il cinema, del 34% per lo sport e addirittura del 44% per le mostre.

Proprio sul fronte della spesa culturale nella regione i dati dimostrano un certo ritardo rispetto al resto del Paese. La Sicilia, in base agli ultimi dati regionali disponibili (2010), si colloca ben al di sotto della media nazionale (7,3%) con una spesa familiare per cultura e ricreazione del 5,8% su quella totale e molto distante dalla regione italiana i cui abitanti spendono di più, il Piemonte con l’8,8%.
Un dato, quello siciliano, analogo ai valori di tutto il Mezzogiorno dove il valore medio di spesa delle famiglie per la cultura è del 5,7%, con punte negative del 5,3% in Calabria e del 5,5% in Campania.

La regione Sicilia, con 111 siti culturali, tra monumenti, musei e aree archeologiche, detiene il 26,4% del patrimonio culturale nazionale (con riferimento ai siti statali), ma attrae solo il 9,2% dei visitatori di questi beni, e incassa il 10,6% degli introiti totali. Inoltre il trend di visitatori e incassi è in diminuzione: nel 2012 i primi sono scesi del 3,2% mentre gli incassi hanno segnato un
– 6,3% rispetto all’anno precedente, pure in presenza di una crescita del turismo internazionale del 7,4%.
Inoltre, non mancano casi di musei e siti visitati da una manciata di persone e con incassi di poche centinaia di euro.

«Di fronte alla crisi dei consumi e al quadro generale negativo per il settore – sottolinea Roberto Grossi, Presidente di Federculture – occorre reagire. Sostenere la produzione culturale, favorire l’accesso alla cultura in tutte le sue espressioni, realizzare una vera democrazia delle opportunità e aiutare i giovani di talento deve essere il primo punto di una strategia di rilancio del Paese. La cultura può essere, inoltre, un bacino di nuova e qualificata occupazione e per la nascita di nuove imprese culturali e creative, anche e soprattutto nel Mezzogiorno. In questo senso siamo certi che la nuova amministrazione del Sindaco Orlando, con l’Assessore Giambrone, e del Governatore Crocetta saprà cambiare rotta, puntando su giovani, creatività, cultura per riportare Palermo e la Sicilia su un percorso di sviluppo che restituiscano alla Regione un futuro diverso,e un ruolo di primo piano in Italia e in Europa»

Il Sindaco Leoluca Orlando e l’Assessore Francesco Giambrone hanno sottolineato “la netta inversione di tendenza innescata da questa Amministrazione comunale rispetto al passato: nel 2011 la spesa per la cultura era stata pari ad appena lo 0,6% del bilancio comunale e già ora raddoppiata arrivando al 1,2 con l’obiettivo di raggiungere entro il 2019 la media nazionale, che è il 3%.”

Questa Amministrazione ha fatto la chiara scelta politica di investire sulla cultura e sulle politiche culturali come strategia di governo della città, che è sì confermata dalla candidatura a Capitale Europea, ma è testimoniata da tanti atti concreti, piccoli e grandi volti a rimettere in moto un percorso di sviluppo che valorizzi il nostro patrimonio e la nostra tradizione mettendone a frutto le enormi potenzialità.”