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Precari Calabria. Domani riunione a Roma, Gentile: “Ecco perché legge 12 è costituzionalmente ineccepibile”

Antonio-GentileSi svolgerà domani pomeriggio alle ore 18, nella sede del Ministero della Funzione Pubblica, l’incontro tra il ministro D’Alia e la delegazione di parlamentari calabresi, richiesto dal sen. Antonio Gentile per fare in modo che il Governo rinunci all’impugnativa sulla legge regionale 12 del 2013.

Parteciperanno parlamentari di tutto l’arco politico, il Presidente del Consiglio  Regionale, Franco Talarico, e il sottosegretario al lavoro, Jole Santelli. L’altro esponente calabrese dell’Esecutivo, Minniti, è stato invitato più volte, ma non ha fornito alcuna risposta.

La legge 12 del 2013 ripristina la legalità in un settore nel quale sono stati commessi degli scempi, con persone senza titoli che ancora oggi lavorano nella sanità calabrese ed altri, la maggioranza, costretti a rimanere precari. Le osservazioni formulate dal Governo – dice Gentile – nell’impugnativa riguardano essenzialmente il fatto che la Calabria sia una Regione sottoposta a piano di rientro e quindi, come tale, impossibilitata a procedere ad assunzioni“.

In realtà – afferma Gentile – come ha annunciato la Lorenzin, il decreto riguarderà anche le Regioni sottoposte al piano e, voglio aggiungere, la norma in esame riguarda quanti avevano i titoli della 296 al 1 dicembre 2008: quindi, con il pieno diritto, sancito dall’art  3 Costituzione di avere il concorso riservato cosi com’è accaduto in altre Regioni o alla Provincia di Cosenza“.

La questione del precariato è un bubbone che rischia di scoppiare e ci vogliono scelte unitarie e responsabili da parte di tutti i partiti politici  e degli stessi organi di informazione: non risolvere questo problema significherebbe soffiare sul fuoco delle tensioni, ma anche paralizzare la sanità non consentendo più i livelli essenziali di assistenza. C’è un documento ufficiale del Consiglio Regionale del quale il Governo non potrà non tenere conto e su questo noi solleciteremo il nostro capo delegazione, oltre che confidare nella sensibilità del ministro D’Alia. Se riusciamo a risolvere questo problema – conclude Gentile – il merito sarà di tutti, sarà della classe politica calabrese : in caso contrario, ognuno ci metterà la faccia davanti ai cittadini e ai precari”.