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‘Ndrangheta, sei anni fa la strage di Duisburg: sei morti ammazzati ed una faida senza fine a San Luca (FOTO)

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imagesSono passati sei anni dalla strage che ha costretto l’Europa, e il mondo intero, a prendere coscienza dello strapotere della ‘ndrangheta, della sua forza militare, della sua espansione oltre i confini ristretti della Calabria e dell’Italia. Sei morti ammazzati, il 15 agosto 2007, a Duisburg, città della Germania occidentale dove si trasferì la faida di San Luca, piccolo centro della provincia di Reggio Calabria fino ad allora sconosciuto. Una strage capace di segnare in maniera inequivocabile tutta la ferocia della ‘ndrangheta, con le sue regole e il suo codice.

Quattromila anime, tante quanti sono gli abitanti di San Luca, il centro reggino da cui arrivavano le sei persone uccise a Duisburg, balzate al centro della cronaca mondiale. Un ordine partito dal centro aspromontano per inserirsi in una delle faide più cruenti della mafia calabrese. Sedici anni di vendette, iniziate per uno scherzo di Carnevale e lavate con il sangue di almeno undici morti ammazzati, tutti legati a doppio filo ai clan contrapposti degli Strangio-Nirta da una parte e Vottari dall’altra. Le sei vittime vennero trovate in una Golf Volkswagen, dove c’erano quattro corpi, e in un furgoncino Opel.

I sei avevano festeggiato il 18esimo compleanno di uno di loro, Tommaso Venturi nella pizzeria “Da Bruno”, di proprietà di Giuseppe Strangio. Sei giovanissimi trucidati con decine di colpi d’arma da fuoco: Marco Marmo, Francesco Pergola, Tommaso Venturi, Marco Pergola, Francesco Giorni e Sebastiano Strangio, tutti di età compresa tra i 18 e i 39 anni, quasi a volere stroncare le nuove leve della cosca avversaria. Sei morti per vendetta. Per rispondere all’omicidio di Maria Strangio, uccisa il giorno di Natale del 2006 in un agguato i cui veri bersagli erano il marito della donna, Giovanni Luca Nirta, e Francesco Colorisi, rimasto ferito in quell’occasione insieme a Domenico Nirta.

Una faida,come detto, iniziata per uno scherzo di Carnevale nel 1991, con un lancio di uova e la morte di due giovani. Per la strage di Duisburg, il 12 luglio 2011, la Corte d’Assise di Locri ha emesso la sentenza di primo grado condannando all’ergastolo otto persone.

Con Francesco Nirta, 39enne latitante di ‘ndrangheta bloccato in Olanda sono state arrestate altre persone. Nirta deve scontare l’ergastolo per l’omicidio di Bruno Pizzata, avvenuto nel 2007 a Casignana. Un delitto che si inquadra nella lunga scia di sangue sfociata con la faida di San Luca, che per anni ha visto contrapposti i clan Pelle-Vottari e Nirta-Strangio, poi culminata con la strage di Duisburg, in Germania. I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terra’ nella sala Nicola Calipari della Questura di Reggio Calabria stamani alle ore 11.

Intanto, il capo della Polizia Alessandro Pansa si é congratulato con il questore di Reggio Calabria, Guido Longo e con il Servizio centrale operativo, per “la brillante operazione” che ha portato alla cattura in Olanda di Francesco Nirta inserito nell’elenco dei trenta latitanti di massima pericolosità. L’operazione, i cui profili internazionali sono stati curati dal Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, segna – si legge in una nota – una fase importante di una più ampia azione di contrasto avviata nei confronti dei cartelli criminali della ‘ndrangheta calabrese. Il prefetto Pansa ha voluto estendere i complimenti “a tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato che, con grande impegno e determinazione, hanno permesso, di porre fine alla sua latitanza”.