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Michelangelo Tripodi (Pdci): “Scopelliti, il disastro dell’Azienda Ospedaliera di Reggio e la privatizzazione di cardiochirurgia”

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Nota di Stampa di Michelangelo Tripodi (Pdci) sulla sanità calabrese:

A tutto c’è un limite. Anche il governatore Scopelliti, dall’alto della sua cattedra, dovrebbe conoscere questa elementare verità.
Dalle sue ultime uscite mi accorgo che non è così. E, infatti, nel tentativo maldestro e malrisucito di nascondere il fallimento clamoroso della sua Presidenza e della sua Giunta Regionale, Scopelliti propina ai calabresi una sequela di bugie e menzogne sullo stato della sanità in Calabria ed in particolare sulla situazione dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria che sono davvero insopportabili.
La tattica è sempre la stessa, nella speranza che sparandola sempre più grossa alla fine una bugia gigantesca possa diventare senso comune e verità indiscussa.
Così facendo l’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria che, a causa di una gestione assolutamente inadeguata e incapace, tra le peggiori che ci siano mai state, conosce un degrado ed un arretramento pauroso e generalizzato nella sua capacità di offrire servizi sanitari adeguati e qualificati, nonostante lo sforzo encomiabile dei medici, degli infermieri e di tutto il personale, diventa, secondo Scopelliti, un modello da imitare. C’è sempre un modello che Scopelliti addita a mo’ di esempio, anche se poi fanno tutti la fine ingloriosa del famigerato modello Reggio che ha distrutto sul piano finanziario, etico e morale la città di Reggio Calabria e che i cittadini stanno pagando sulla loro pelle a caro prezzo.
Certo sarà assai difficile convincere un ammalato che è in lista di attesa all’Ospedale di Reggio Calabria da 6 mesi e dovrà attenderne altri sei se va bene, della verità scopellitiana secondo cui le cose all’Ospedale funzionano perfettamente. I fatti hanno la testa dura e le frottole di questo genere raccontate da Scopelliti suscitano tra gli ammalati e i sofferenti solo indignazione, rabbia e protesta.
L’amara verità che tutti conosciamo è che la situazione in cui versa l’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” è sempre più grave e drammatica e suscita allarme e diffusa preoccupazione. E più Scopelliti se ne occupa e più la situazione peggiora, come peraltro, avviene in tutti i campi in cui Scopelliti si cimenta.
Adesso però, apprendiamo dalla stampa che nell’operazione di smantellamento della sanità pubblica a favore degli interessi della sanità privata portata avanti dalla giunta Scopelliti si è ormai passato il segno. Infatti, dopo aver colpevolmente tenuto chiuso da oltre due anni e mezzo il Centro Cuore (cardiochirurgia, cardiologia interventistica, ecc.), realizzato su mia proposta con un finanziamento di oltre 18 milioni di euro deciso e stanziato dalla Giunta regionale di centrosinistra della quale facevo parte, adesso Scopelliti annuncia che vuole realizzare la gestione privata della Cardiochirurgia a Reggio Calabria. Evidentemente era questo l’obiettivo nascosto che si voleva perseguire quando per anni e anni non si è proceduto all’apertura della cardiochirurgia agli Ospedali Riuniti, con il rischio di mandare in malora un investimento straordinario che ha dotato gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria di una struttura tra le più avanzate tecnologicamente sul piano edilizio nonché delle macchine e delle attrezzature.
E tutto questo secondo Scopelliti dovrebbe finire nelle mani dei privati che dopo aver rafforzato con Scopelliti le loro posizioni, si impadronirebbero anche di pezzi fondamentali e appetibili della sanità pubblica, realizzati con fior di investimenti pubblici a carico della comunità calabrese.
E’ un disegno di privatizzazione di cui sono chiari gli interessi che va respinto al mittente e che deve essere contrastato in tutti i modi. Sia chiaro: la gestione privata della cardiochirurgia rappresenterebbe la negazione del diritto alla sanità per tutti i cittadini, specie in un settore fondamentale in cui si decide la vita delle persone.
L’unica cosa che Scopelliti dovrebbe fare, se ne è capace, è aprire il Centro Cuore e la Cardiochirurgia anche con una convenzione con altre strutture pubbliche calabresi o non: in tal senso ci sono diverse strutture e professionalità calabresi che potrebbero essere coinvolte in quest’operazione di avvio dell’attività a Reggio.
Altre strade come quella della privatizzazione della gestione della cardiochirurgia proposta da Scopelliti sono destinate ad un grave fallimento e in ogni caso rappresenterebbero la chiara negazione del diritto alla salute per tutti i cittadini e l’affossamento della speranza di avere la Cardiochirurgia a Reggio Calabria.

Michelangelo Tripodi

Segretario regionale Pdci