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Messina, passeggiata fotografica alla Zona Falcata

  • Foto di Marco Crupi per il progetto Messina in Foto
    Foto di Marco Crupi per il progetto Messina in Foto
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Foto di Marco Crupi per il progetto Messina in foto

Foto di Marco Crupi per il progetto Messina in foto

Davvero un luogo incantevole. E lo sarebbe stato anche se il sole di settembre non avesse permesso di immortalarlo. Si è svolta ieri infatti, la seconda passeggiata fotografica organizzata da Messina in Foto e dall’Associazione Malarazza, che ha visto protagonisti un gruppo di giovani, spinti dalla passione per la fotografia o dalla semplice curiosità di conoscere un “pezzetto” della propria città che, soprattutto ultimamente, è balzato all’onore delle cronache sempre più spesso; stiamo parlando della Zona Falcata, quella striscia di terra che caratterizza Messina nella sua conformazione fisica, che le da il nome, e il cui stato di incuria e abbandono rappresenta il risultato di un percorso politico lungo anni. Percorso che, data la tortuosità e imprevedibilità, può essere paragonato a quello che ieri è stato affrontato per arrivare ad ammirare un panorama di certo unico al Mondo.

La convivenza e, in alcuni casi, la commistione di elementi di storica importanza, quali i resti delle mura della Real Cittadella, fortificazione costruita dagli spagnoli nel XVII secolo, e opere di tutt’altro indirizzo come l’inceneritore ormai non più in uso, non rendono affatto alcuna idea di utilizzo del luogo. Non è un sito archeologico, non è un’area dismessa, di sicuro i bambini non vi possono giocare.

In ogni caso, e con categorica certezza, non è, per adesso, un luogo fruibile ai messinesi, in alcun modo.
Durante l’ultima campagna elettorale sono state spese molte parole per descrivere lo stato di degrado e di abbandono e per proporre soluzioni che, com’è giusto che sia, non avrebbero accontentato tutti, ma che di certo avrebbero migliorato la qualità di una parte di Messina. Dall’elaborazione di un piano di rivalutazione artistico – storica del posto alla proposta di farvi sorgere alberghi e casinò per turisti, tutte queste buone intenzioni sono state accomunate da un fattore tutt’altro che trascurabile: la mancanza di fondi di un Comune sull’orlo del default.

Ma le elezioni si sono svolte, i giochi sono fatti e adesso occorre davvero elaborare una strategia di intervento che possa restituire splendore ad un’area che, da sola, valorizzerebbe la città sotto molteplici aspetti.

La seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana che conta, fra i suoi punti del giorno, anche quello relativo alla soppressione dell’ente porto di Messina e rilancio della “Zona Falcata” è stata rimandata al 18 settembre, per cui, tempi della politica permettendo, a breve sarà possibile conoscere la sorte della Penisola di S. Raineri. Intanto, grazie a Messina in Foto e ad alcune associazioni che puntano a risvegliare le coscienze dei cittadini mirando a far conoscere quelle che sono le meraviglie del nostro territorio, è possibile apprezzare l’impegno ed il coinvolgimento di tanti giovani.

Perché se è vero che Messina, e la Sicilia, sono il simbolo della bellezza sfregiata, di meravigliose oasi naturali oltraggiate da quello che ancora qualche “illuminato” osa definire progresso, il riscatto di questi luoghi potrebbe iniziare dalla loro esplorazione: chi non si indignerebbe di fronte ad un simile spettacolo?