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Messina: l’assessore Todesco si schiera in difesa del murale di Blu alla Casa del Portuale

L’assessore alla cultura e alle identità, Sergio Todesco, ha inoltrato alla Soprintendenza ai culturali ed ambientali, una richiesta di intervento di tutela ex D. Lgs 42/2004, per il murale realizzato nella ex Casa del Portuale. “Questa amministrazione comunale – scrive l’assessore Todesco – intende adottare misure volte alla valorizzazione dell’edificio in oggetto, la cui parete prospettante su via Alessio Valore è stata recentemente interessata da un intervento murale del writer Blu, artista italiano operante dalla fine degli anni ’90 ed oggi affermato in tutto il mondo e considerato dalla stampa accreditata come uno dei migliori street artists in circolazione. Le installazioni di questo artista sono sempre attente al contesto territoriale in cui si inseriscono e si caratterizzano per il dialogo che l’opera intrattiene con gli spazi esterni (non a caso l’intera via Alessio Valore si viene progressivamente trasformando in un singolare laboratorio di street art) e, in genere, nel concorrere le opere alla definizione di un Genius Loci che conferisca identità al contesto stesso. Il murale realizzato da Blu (che con singolare mise en abyme è di colore blu) è un enorme murale – prosegue Todesco – dispiegantesi lungo l’intero prospetto dell’ex Casa del Portuale. L’edificio, in passato versante in completo stato di abbandono e attualmente occupato, è stato attraverso tale opera riscattato dal proprio degrado e dalla propria bruttezza di contenitore anonimo, divenendo un esempio significativo di una strategia di riqualificazione urbana intelligente, per una città come Messina la quale, avendo nel corso del XX secolo subìto una straordinaria azione devastatrice delle scarse emergenze architettoniche sopravvissute al terremoto, ai bombardamenti dell’ultima guerra e alla cattiva politica urbanistica degli ultimi decenni, si è sempre più venuta relegando al rango di non-luogo, di territorio amorfo e privo di dinamiche culturali, incapace di conferire identità a chi lo vive, né a manifestarne a chi lo attraversa. Stante che lo stabile risulta di proprietà della Regione siciliana, si ritiene che l’intervento artistico in esso condotto sia meritevole di riconoscimento pubblico, essendosi con questo determinata un’iniziativa di politica culturale di sicura pregnanza, il cui merito ricadrebbe su codesto Ente. Questa amministrazione avverte pertanto l’esigenza – sottolinea l’assessore – di promuovere l’esercizio della tutela nei confronti del bene in oggetto, pur nella consapevolezza che esso non rientra a stretto rigore nelle fattispecie previste dalla normativa vigente; in tale prospettiva invita la Soprintendenza a valutare se il complesso costituito dallo stabile in oggetto, o almeno la porzione di esso interessata dal murale, possa essere compreso nelle categorie di beni culturali di cui agli articoli 10 e 11 del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 (Codeice dei Beni culturali e del Paesaggio), ad esempio nella fattispecie studio d’artista. Attesa la proprietà regionale, tale provvedimento sarebbe di natura declaratoria, ope legis. In questa prospettiva, nella consapevolezza che una qualsivoglia forma di tutela, attraverso l’attivazione di un mero provvedimento amministrativo, sarebbe destinata a rimanere priva di efficacia laddove essa si esercitasse su una sorta di <cattedrale nel deserto>, l’Amministrazione comunale si dichiara disposta a farsi carico di iniziative di valorizzazione miranti a reinserire il bene tutelato in un circuito virtuoso di pubblica fruizione e conoscenza. Il provvedimento richiesto alla Soprintendenza potrebbe, in prima istanza, assumere la veste di una provvisoria <dichiarazione di interesse> e sortirebbe pertanto un importante riconoscimento della pregnanza estetica e urbanistica, in senso lato, del bene, il cui mantenimento permetterebbe di promuovere concrete iniziative istituzionali in tema di tutela di forme, in genere neglette, di arte contemporanea. Nelle more che la Soprintendenza valuti l’opportunità di attivarsi nella forma qui prospettata, si comunica che questo Comune, per quanto di competenza in ordine alla valorizzazione di una realtà ormai conosciuta e valutata positivamente in tutto il mondo, adotterebbe le seguenti iniziative: 1) tutela urbanistica dell’intera area interessata dalle installazioni; 2) collocazione di apposita segnaletica che indichi la natura dei murales presenti nell’intero ambito viario, la loro valenza artistica e l’importanza da essi rivestita nel ripensare e reinventare il linguaggio estetico ed architettonico dello spazio pubblico; 3) l’esecuzione di lavori di pulitura valevoli a riconferire decoro agli spazi occupati dalle installazioni; 4) in prospettiva, manutenzione dei manufatti, la cui poetica non dovrebbe essere stravolta bensì esaltata da un organico percorso fruitivo. L’Amministrazione comunale – conclude Todesco – sarà ben lieta di fornire alla Soprintendenza notizie, testi, immagini sull’immobile in oggetto e – più in generale – sui murales realizzati nel contesto segnalato, al fine di agevolare l’auspicabile istruttoria, finalizzata al riconoscimento d’interesse, tappa essenziale perché degli stessi venga in futuro assicurata la più ampia pubblica fruizione”.