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Messina: confronto per la gestione dell’Istituto Marino di Mortelle

foto55Di Graziella Maccarrone- Il sindaco, Renato Accorinti, ha incontrato ieri i componenti del comitato etico dell’istituto Marino per discutere e ripercorrere insieme le tappe che hanno portato alla gestione del prezioso bene donato al Comune di Messina dalla famiglia Bosurgi. In un clima sereno e collaborativo i rappresentanti dell’Anfas, dell’Istituto Antonello, della Parrocchia di Torre Faro, della VI circoscrizione hanno illustrato i percorsi e in parte le vicissitudini burocratiche che li hanno visti protagonisti negli ultimi due anni della gestione condivisa degli spazi dell’Istituto Marino.

Dalla riunione è emerso che a non tutti era chiaro quali fossero le procedure di gestione del bene, ad esempio l’associazione “Il paradiso dei calzini” sconosceva quasi del tutto l’esistenza di un comitato etico che era contemporaneamente un comitato di gestione del bene e in parte un comitato politico. La sovrapposizione di questi piani non sempre ha creato le condizioni ottimali di usufrutto dei locali, alcuni dei quali restavano chiusi a chiave o venivano rivendicati dai singoli in diversi periodi dell’anno. La parrocchia di Torre Faro, in particolare, ha lamentato di non aver mai ricevuto, a differenza degli altri membri del comitato etico, spazi adeguati per svolgere le proprie attività e di avere dovuto ristrutturare con propri fondi una parte dei locali, accusando una disparità di trattamento e un danno economico.

“Per quanto riguarda l’uso che dell’Istituto Marino si vorrebbe fare, – ha dichiarato l’assessore alla legalità e pari opportunità, Patrizia Panarello – durante l’incontro e’ emerso l’impegno di tutti a volere valorizzare, preservare e gestire in modo corretto il bene prezioso che gode di una posizione privilegiata, di ampi spazi interni e di un contesto naturalistico e paesaggistico di rara bellezza. Le attività che si sono susseguite nel tempo sono risultate utili al quartiere, ai giovani, agli anziani, alle mamme, ai bambini, ai soggetti bisognosi di assistenza, alla parrocchia e alle associazioni che l’hanno gestito. L’Istituto Marino è stato quindi una casa che ha accolto, contenuto, ospitato una molteplicità di soggetti con idee, progetti e iniziative differenti: dal mercatino del baratto ai balli degli anziani, dai giochi con i bimbi piccoli al teatro, dai bagni al mare alle tavolate in compagnia, dalle attività dell’Anfas a quelle di Nuvola Rossa. Ad oggi pero’ il comitato etico non esiste più. Il suo mandato è scaduto a maggio e il Comune è tornato a gestire il bene, secondo proprie prerogative. L’Amministrazione Accorinti – ha proseguito l’assessore – ritiene che sia quanto mai necessario e urgente, in questa fase, superare visioni particolari e parziali che vedrebbero assegnato il bene a questo o a quel soggetto, più o meno interessato ad un progetto territoriale e comunque sempre dipendente dal politico di turno. Piuttosto è tempo di ridare dignità ad un bene trascurato e oggi in condizioni dimesse, bisogna ristrutturarlo e una volta ultimati i lavori, fare un bando di evidenza pubblica. Chiunque potrà presentare un progetto e illustrare la propria idea di gestione congiunta e partecipata dell’Istituto Marino. Il Comitato Etico dovrà essere necessariamente separato da quello di gestione e il Comune si deve fare garante della regolarità dell’assegnazione del bene, in modo da evitare operazioni speculative di ogni sorta. Requisito essenziale che dovrà avere chi ambirà alla gestione dell’Istituto Marino è l’assoluto rispetto verso la volontà della donatrice, la famiglia Bosurgi, che ha esplicitamente richiesto di destinare il bene a finalità socio-assistenziali rivolte all’infanzia, in particolare ai bambini più sfortunati, soli, abbandonati, con problemi economici o di salute. Oggi gli eredi della famiglia Bosurgi rivendicano con fermezza questo punto e chiedono si faccia un po’ di ordine all’Istituto Marino, tutelando chi davvero ha bisogno e non scambiando quel luogo così pieno di storia per un qualunque circolo ricreativo. Ciò che è mancato finora probabilmente è un progetto più ampio e complessivo di gestione, capace di dare giusto rilievo ad un bene che potrebbe essere un fiore all’occhiello della città di Messina. La cosa positiva è che esiste un finanziamento per la sua ristrutturazione e questo potrebbe consentire all’Istituto Marino di avere una nuova vita. Ad oggi l’ufficio programmi complessi – ha concluso Panarello – ci informa che, a breve, potrebbero partire i lavori che insistono nella maggior parte dei locali e dunque, per motivi di sicurezza, è problematico concedere alle associazioni o alla parrocchia l’utilizzo dei padiglioni attigui, a meno che il Rup, il responsabile unico del procedimento, non decida di concedere l’autorizzazione e di assumersi i rischi”.