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Giovanni Alvaro (Comitato “Ponte Subito”): “Letta è un inesperto al governo del Paese”

comitato-ponte-subitoDi seguito la nota diffusa da Giovanni Alvaro, esponente del Comitato Ponte Subito:
Quando Letta pronunciò le vergognose parole sulla presenza, secondo lui indiscutibile, dello stato di diritto nel nostro Paese, e sulla inesistenza, sempre nel nostro Paese, di perseguitati, ho subito pensato che anche lui, buon ultimo, dopo Epifani (personaggio in cerca d’autore) e Matteo Renzi in cerca di sostegni per la sua personale scalata al PD, aveva scelto di ancorarsi alla corrente dura dei pm e dei giudici, quelli che, per intenderci, non si preoccupano minimamente di mimetizzare la propria partigianeria e vanno avanti spediti sulla loro strada.
Ma quando ho letto la motivazione con la quale Letta giustificava quella provocatoria dichiarazione, che offendeva milioni di elettori dell’indiscutibile perseguitato qual è Silvio Berlusconi, son balzato sulla sedia incredulo che si potesse affermare che “sarebbe paradossale se nel momento in cui presentiamo un piano per l’attrazione (sic!!!) degli investimenti esteri passasse il messaggio contrario”, e cioè che in Italia non c’è certezza del diritto, e senza questa certezza qualunque investitore straniero scapperebbe a gambe levate.

Il signor Letta, di sicuro, ha dimenticato lo stupro della credibilità del Paese quando è stato rescisso il contratto con la cordata di imprese italiane e straniere (spagnole, danesi, giapponesi) che avevano vinto la gara d’appalto per la costruzione del Ponte sullo Stretto e stavano già lavorando per finire le opere propedeutiche e passare alla costruzione vera e propria del manufatto? Ha dimenticato che quella rescissione del contratto d’appalto per la realizzazione di un progetto redatto da prestigiose società di progettazione che operano a livello mondiale, costerà al Paese oltre che fior di quattrini per le penali che si dovranno sborsare, la cancellazione dell’Italia dall’elenco dei Paesi dove investire?

Ci vuole una gran bella faccia tosta a far finta che quella cancellazione non provocherà alcun danno mentre i danni ci sarebbero se passasse l’idea che Berlusconi è un perseguitato da una Magistratura impegnata a distruggerlo politicamente, fisicamente ed economicamente. Si, ci vuole coraggio a  comportarsi per anni contro gli interessi del Paese salvo spararla grossa per accattivarsi le ali estreme interne ed esterne al suo partito, facendosi guidare dai ghigliottinatori dei media barricadieri.

Ma questo atteggiamento dimostra quanto ridotto sia lo spessore di un Presidente del Consiglio che pensa di più a produrre dichiarazioni stando attento ai risvolti della lotta interna al proprio partito dimostrando, per dirla con Giuliano Ferrara, che tutto è fuorché animale politico capace di ripristinare la fiducia, verso il nostro Paese, fortemente incrinata dalla vicenda del Ponte sullo Stretto e tutto proteso veramente a riaprire un discorso per sanare la ferita inferta dal governo del bocconiano.

Non si tratta solo di liquidare una vergogna che psicologicamente ci ha massacrati, ma soprattutto di riuscire ad attrarre gli investitori soprattutto cinesi che, come tutti sanno, erano e sono pronti ad investire in quel progetto e a creare da noi una grande base logistica per la distribuzione in Europa delle loro merci, e anche di battere sul tempo quanti stanno lavorando per tagliare fuori l’Italia dai percorsi ferroviari ad alta velocità per il trasporto dei container da e per il Nord Europa. Di sicuro il nostro Presidente del Consiglio non ha mai sentito parlare di FerrMed e, di conseguenza, di percorsi alternativi a quelli italiani. Ha mai sentito parlare di porti spagnoli e francesi? Ha sentito parlare di dorsale slava. O pensa che c’è solo la nostra penisola? In Italia si gioca, negli altri paesi si opera.

Letta sarà gongolante per la prodezza fatta nel difendere l’indifendibile
, ed avrà anche ricevuto attestazioni di sostegno dai pigmei del PD, ma ha dimostrato la propria incapacità per cui prima passa la mano è meglio è per il Paese e per il Mezzogiorno.  L’Italia ha bisogno di statisti e non di portaborse
“.