fbpx

Incertezza futuro occupazionale Palermo Energia, l’allarme della Fisascat Cisl

cislLa Fisascat Cisl Regionale Sicilia, a seguito dell’incertezza che aleggia sulla riforma delle Province siciliane, nutre forti preoccupazioni sulle ricadute che un piano non concreto e già realizzabile possa avere non solo sulla riorganizzazione degli enti che vi gravitano intorno ma, soprattutto, per le sorti delle centianaia di lavoratori che negli ultimi decenni hanno lavorato presso strutture e servizi affidate alle Province. A lanciare l’allarme è il Segretario Generale Mimma Calabrò che, nel ritenere estrememente grave la situazione confusa attualmente vissuta, afferma: “Necessita fare immediatamente chiarezza sullo stato delle cose. In tutta la Sicilia sono migliaia i lavoratori che orbitano attorno ai servizi che, da anni, sono affidati alla Province. Numeri da capogiro già solo nel palermitano: basta pensare ai lavoratori della Palermo Energia per i quali ad oggi, nonostante si sia tirato un sospiro di sollievo per aver scongiurato la vendita o la liquidazione della società, non solo si è in totale assenza di garanzie sulle loro sorti a far dal 1° gennaio 2014 ma si paventa l’impossibilità di reperire somme utili a finanziare il pagamento degli stipendi sin dal prossimo mese di dicembre. Ad aggravere, inoltre, le preoccupazioni che il sindacato nutre per le sorti dei lavoratori della Palermo Energia vi sono tutta una serie di problematiche ancora irrisolte quali quelle degli adeguamenti contrattuali, dell’aumento delle ore di lavoro a favore degli operatori del settore pulimento”. Di certo la disastrosa situazione finanziara di tutti gli enti provinciali non aiuta ad affrontare in ottica propositiva le problematiche esistenti che, come evidenziato, non solo mettono a rischio il pagamento degli stipendi ma bloccano tutti i serivizi essenziali resi alla cittadinanza. “L’imminente riapertura delle scuole – continua la Calabrò – e la totale assenza di programmazione stanno mettendo a rischio l’erogazione dei servizi resi agli studenti diversamente abili che frequentano le scuole della provincia.
Quello degli assistenti alla comunicazione e degli operatori che erogano il servizio igienico personale ai diversamente abili è un servizio del quale la cittadinanza non può essere privata. E’ indiscutibile, infatti, che il punto di partenza dal quale avviare il ragionamento deve l’Utenza, fatta di persone, che necessita di maggiore attenzione e cura. In un mondo dove la dignità dei diversamente abili viene, spesso e purtroppo, calpestata si ritiene necessario avviare con l’Istituzioni dei confronti che abbiano come obiettivo primario quello di assicurare il diritto allo studio, favorendo il pieno rispetto della dignità umana, dei diritti di libertà ed autonomia della persona in modo da promuovere la piena integrazione nei diversi ambiti sociali. E’ in quest’ottica, a parere della Fisascat Cisl, che deve essere inquadrato il servizio reso dagli assistenti alla comunicazione e dagli operatori igienico personale che, tra l’altro, i genitori degli studenti coinvolti hanno definito “fiore all’occhiello” dei servizi resi dalla Provincia. Eppure, l’assenza di risorse sembrerebbe non potere garantire l’erogazione di questi servizi ritenuti necessari”. Il Segretario Generale Mimma Calabrò, pertanto, conclude affermando che ” necessita che, con carattere di urgenza, si istituiscano tavoli di confronti con le Istituzioni e le parti sociali affinchè non si aggravi lo stato di macelleria sociale e di guerra tra poveri che si rischia di fomentare. Il condiviso taglio agli sprechi non può e non deve gravare sui lavoratori che vedrebbero compromesso il loro futuro e quello delle loro famiglie. Ritengo che occorre dare la possibilità a tutte le province siciliane di utilizzare l’avanzo di amministrazione, in alcuni casi piuttosto cospicuo, non solo per assicurare i necessari equilibri finanziari ,presupposto indispensabile per chiudere i bilanci degli enti ma potrebbe essere la soluzione percorribile per il reperimento delle risorse atte a garantire l’occupazione e il proseguo dei servizi. Poichè il Presidente Crocetta aveva garantito che la riforma delle Provincie non avrebbe intaccato nessun posto di lavoro, chiediamo al Governo Regionale di farsi parte attiva col Governo Nazionale affinchè si conceda deroga al patto distabilità. Occorre, pertanto, una norma di legge Regionale, d’intesa col Ministero dell’Economia, che consenta l’utilizzo delle somme. Solo così si può scongiurare una situazione che, ad oggi, rischia di mettere irreparabilmente in ginocchio la nostra isola”.