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Il Comune di Gerace aderisce a “Posto Occupato”: la campagna contro la violenza sulle donne

imagesOccupare un posto al cinema, a teatro, sul treno o a scuola, per riservarlo a ciascuna di quelle donne uccise dal marito, da un ex, da un amante o da uno sconosciuto, ponendo fine alla loro vita. Perché ciascuna di quelle donne, prima che un uomo compisse un gesto di sommo disprezzo – magari ammantandolo di un “amore” che si confonde con la bestialità e con un presunto diritto di proprietà –, occupavano un posto nella società, al cinema, a teatro, sul treno, a scuola. Perché la quotidianità non sommerga quel posto, per simbolizzare un’assenza che avrebbe dovuto essere presenza, per far sì che quell’assenza urli la mostruosità del suo perché.

Questo lo spirito di “Posto Occupato”, la campagna contro la violenza sulle donne ideata da Maria Andaloro e promossa dalla rivista online “La Grande Testata”, di cui è editore, attraverso il sito www.postoccupato.org. Dal 29 giugno scorso, quando “Posto Occupato” è partita dall’anfiteatro di Rometta (ME), città di nascita di Andaloro – nell’occasione l’intera prima fila venne occupata da un paio di scarpe rosse, da un mazzo di chiavi, da una borsa, lì presenti a testimonianza di un delitto –, la campagna ha raccolto in tutta Italia centinaia di adesioni sia tra i singoli cittadini che tra le Istituzioni, cui da oggi si aggiunge quella del Comune di Gerace, primo ente ad aderire per la provincia di Reggio Calabria e secondo a livello regionale.

«Da oggi occuperemo un posto in prima fila in ogni evento pubblico organizzato dall’ente – ha detto il Sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli – così come un posto tra i consiglieri comunali verrà riservato durante ogni seduta del Consiglio Comunale. Crediamo infatti che sia doveroso che ogni cittadino e, a maggior ragione, ogni ente o istituzione testimoni concretamente il proprio civile disappunto per ogni forma di violenza sulle donne e, allo stesso tempo, onori la memoria delle vittime del cosiddetto femminicidio, evitando che la quotidianità attenui l’attenzione pubblica su questi temi, anche se, come giornalmente testimoniato dai fatti di cronaca che riempiono i giornali, la violenza è la prima causa di morte per le donne italiane: solo oggi la stampa riporta le storie di quattro tra omicidi e tentati omicidi ai danni di donne; un dato francamente spaventoso».