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Esercizi specifici per il diabete: da Reggio Calabria parte la nuova frontiera per la cura del diabete

Parte oggi la campagna informativa sulla cura del diabete attraverso l’attività motoria adattata, specifica e controllata. Ai microfoni di StrettoWeb, i dottori David Calabrò e Fabio Calabrò, Ricercatori Airpec, Master in Posturologia presso la Facoltà di medicina e Chirurgia “La Sapienza”, Roma, raccontano tutti i dettagli di questa campagna.

Che cos’è e di cosa si occupa l’Airpec, l’associazione di cui fate parte?

Airpec è l’acronimo di Associazione Interdisciplinare di Ricerca in Posturologia e Chinesiologia. Nel 2012 è diventata un centro di eccellenza per la ricerca e lo studio dell’Attività Motoria Adattata, unico nel sud Italia, e da quest’anno si è impegnata in diverse campagne informative sulla postura e sulla ginnastica specifica come mezzo di cura per le malattie sistemiche. L’Associazione si occupa di Ricerca Scientifica e produce ogni anno articoli scientifici che vengono pubblicati su autorevoli riviste nazionali ed internazionali ed il network dei ricercatori è diffuso in quindici regioni italiane. Oggi l’Airpec conta più di trecento iscritti ed il portale web nazionale ha una media di duemila accessi mensili. Ciò denota un grande interesse scientifico per un’associazione di ricerca che è relativamente giovane: nasce infatti nel 2006.

Come mai avete deciso di impegnarvi in questa campagna informativa sul diabete?

Sebbene il focus dell’Associazione sia prevalentemente la Posturologia, abbiamo orientato le nostre attenzioni ai D.S.E., gli esercizi specifici per i diabetici, perché nel 2011 abbiamo strutturato un database capace di gestire gruppi di persone che necessitano di una ginnastica specifica, in modo che questi avessero programmi specifici e personalizzati secondo una selezione di esercizi adattati alle loro capacità, lavorando però in gruppo. La sperimentazione di questo softwere e la prova della sua efficacia ci ha dato accesso a svariate possibilità applicative. È stato allora che abbiamo deciso di far convergere tale utilità verso le malattie sistemiche e, prima fra tutte, il diabete.

Cosa sono i D.S.E.?

Diabetes Specific Exercises. Abbiamo dovuto usare un nome internazionale che fosse univoco ed utile per le pubblicazioni scientifiche. Si tratta di un set di esercizi specifici per i quali abbiamo dovuto fare un lavoro di validazione scientifica, così da mettere a punto un metodo di attività motoria basata sulla necessità di modificare la glicemia sistemica e non solo quella ematica. Il lavoro è durato 23 mesi per soli quaranta esercizi ed altrettanti sono in corso di validazione. Ancora oggi lavoriamo per perfezionare la metodica.

In che consiste il vostro impegno per la divulgazione di questa metodica di trattamento?

La comunità scientifica oggi sostiene che la cura primaria del diabete è l’attività fisica, associata ad una alimentazione corretta e responsabile. La cura farmacologica è in coda alla lista dei trattamenti, tuttavia viene usata come cura primaria. Avendo messo a punto una metodica di trattamento che prevede una ginnastica mirata, controllata e specifica, ci sembra corretto metterla al servizio della popolazione di pazienti diabetici oltre che della comunità scientifica. Come Associazione ci impegniamo gratuitamente ad effettuare gli esami funzionali e di efficienza fisica, fondamentali per selezionare il tipo di esercizi e la loro intensità, rendendo individuale e controllabile il lavoro che facciamo sul paziente.

Le persone che soffrono di diabete spesso hanno altre complicanze e non tutti rientrano nel target di pazienti che possono affrontare un percorso di cura con i D.S.E.

A Reggio Calabria abbiamo attivato un progetto pilota di questa campagna che prevede appunto l’esame funzionale e di efficienza fisica gratuito e la ginnastica specifica con un impatto socio-economico sostenibile (sostanzialmente al costo di una normale palestra).

Questo è l’impegno che possiamo dare, misurando le nostre capacità e ponendoci l’obiettivo di dare un servizio di alta qualità alla persona acquisendo dati importanti per la ricerca scientifica.

Come mai, a suo parere, le cure per il diabete sono ancora orientate solo ai farmaci?

Il farmaco, innegabilmente, ha il pregio di avere un effetto immediato e risultati controllabili e confrontabili. Organizzando un metodo di trattamento con ginnastica specifica abbiamo raccolto esattamente questa sfida: organizzare un’attività motoria adattata che avesse le caratteristiche di controllabilità del risultato e di “regolazione” del “dosaggio”.

Crediamo di aver vinto la sfida, visti i risultati delle sperimentazioni che pubblicheremo nel marzo del 2014.

Quali sono i progetti futuri dell’Airpec sul trattamento dei diabetici?

Quando il progetto sarà avviato a livello nazionale, useremo la nostra esperienza per dedicarci alla formazione di tecnici ed istruttori di D.S.E. Abbiamo già un accordo in dodici province italiane che hanno creduto nel nostro progetto.

Tra queste province ce n’è qualcuna Calabrese?

No. Temo che quelle più lungimiranti e progressiste siano centro-settentrionali. Tuttavia Reggio Calabria ha il pregio di aver avuto lo “start-up” del progetto e senz’altro il merito di una risposta delle strutture sanitarie e dei medici – confesso – al di sopra delle nostre aspettative.

Per concludere, ci dica una frase che riassuma l’importanza di questa campagna informativa.

In effetti c’è una frase che ricorre spesso quando cerchiamo di contrastare una tendenza di cura che predilige il farmaco, e diciamo: prescrivere l’attività fisica al diabetico dicendo “cerchi di fare delle lunghe passeggiate” è esattamente come tentare di curare il diabete dicendo “cerchi di mangiare meno zuccheri”.

Specificità di intervento, adeguamento delle cure e personalizzazione, sono gli unici metodi per curare al meglio questa malattia, senza dimenticare che la cura primaria è l’attività motoria specifica. Da oggi, D.S.E.

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