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Dimissioni Stillitani: il progetto-Scopelliti alla Regione verso il naufragio?

scopelliti-stillitaniHo deciso per coerenza ed onestà di dimettermi da consigliere regionale, rinunziando a tutti i vantaggi che la carica comporta […] Non sono più motivato a fare attività politica, mi trovo a disagio in un mondo dove ormai spesso si opera e si fanno scelte dettate da interesse di parte e personale e si privilegia l’appartenenza e la clientela rispetto alle capacità, un ambiente in cui prevalentemente si vota e si appoggia un uomo politico non perché se ne condividono le idee e le attività, ma perché si spera di ottenere qualche vantaggio e questo a discapito della Calabria e dell’Italia in generale”.
stillitani“Non ho mai visto la politica come fonte di reddito e di potere, non mi va più di essere confuso ed accomunato dall’opinione pubblica, a quei miei colleghi, anche nazionali, che vedono le Regioni e le Istituzioni come mucche da mungere illegalmente, come si rileva, purtroppo, dalla stampa e dalla cronaca giudiziaria […] Non ho mai richiesto un euro di rimborso per tutte le spese legittime che ho sostenuto nello svolgimento delle funzioni di sindaco per otto anni e di attività regionale per dodici di cui sette come assessore; decine e decine di viaggi a Roma, ristoranti, alberghi , taxi etc etc…li ho sempre pagati personalmente, senza chiedere alcun rimborso. Non ho mai usato il telefonino fornitomi dalla Regione e così via. In questo momento ricevo come indennità di consigliere regionale circa 8.000 euro netti al mese, e godo di tanti altri privilegi pur non svolgendo nessuna attività politica- amministrativa utile per il territorio. Ritengo questo ingiusto, tanto nei confronti dei calabresi su cui grava il mio costo, quanto nei confronti degli elettori che mi hanno votato, perché non tutelo e non rappresento più il mio territorio
“.
StillitaniQuesti alcuni passaggi della lettera aperta diffusa dal consigliere regionale (ormai dimissionario) Francescantonio Stillitani, uno squarcio nella fine dell’estate calabrese, nella vita politica regionale il cui stato d’animo è tribolato già da tempo. Non è certo una doccia fredda proprio perchè l’ambiente politico calabrese è agitato da un bel po’, ma per tutti i cittadini onesti che hanno ancora speranza di un futuro sano e leale, si tratta di un preoccupante campanello d’allarme: Stillitani parla in modo forte, durissimo, e può farlo forte dei fatti concreti. Non sta facendo demagogia e retorica, si sta dimettendo davvero, sta rinunciando al denaro, al ruolo di potere. Merita rispetto, merita riflessione. Stillitani ragiona da uomo perbene, e la politica ha bisogno di persone così: non dovrebbero essere pochi, quelli per giunta che scappano via. Dovrebbero essere così tutti i giovani che arrivano dai movimenti giovanili, o i nuovi, quelli che si candidano per la prima volta nella storia.
consiglio regionaleQuello di Stillitani è un gesto davvero significativo, ed è significativo quanto poco se ne stia parlando in Calabria, sulla stampa e nei bar. Come se tutto quello che ha detto fosse scontato. Come se tutto quello che ha scritto fosse normale. La normalità, però, dipende dalle aspettative della popolazione e della società, che forse si trova ormai assuefatta a determinate porcate che però non dobbiamo accettare, di fronte a cui non bisogna piegarsi. In Consiglio Regionale vorremmo 10, 100, 1.000 Stillitani. Sicuramente ce ne sono tanti altri come lui, ma non devono essere loro ad andar via mentre invece tanti altri rimangono impassibili di fronte a scandali e indagini di vario tipo. Quelli come Stillitani non dovrebbero arrendersi, non dovrebbero rimanere isolati; dovrebbero piuttosto essere loro a fare squadra ed isolare le mele marce. Ma siamo sicuri che le mele marce siano davvero tali, o in realtà dobbiamo parlare di qualche “mela sana” in un marasma di marciume?
consiglio regionale della calabriaLungi da noi un qualunquismo stile “sono tutti uguali” nonostante di questi tempi vada di moda e abbia anche successo, ma l’impressione è che il progetto-Scopelliti alla Regione stia andando verso un lento naufragio. Senza una tempesta perfetta che distrugge la nave, ma con un lento declino rispetto a quella primavera 2010 da cui ormai sono passati più di 3 anni, con pochi risultati (eccezion fatta per la Sanità). Che l’attuale governatore abbia ereditato una situazione davvero pessima dopo almeno 10 anni di mala-amministrazione tra Chiaravalloti e Loiero è vero, ma 3 anni abbondanti sono tanti per potersi continuare a rifugiarsi dietro questo alibi. L’ex Sindaco di Reggio porta a casa dati importanti e qualche successo anche inatteso dal “Tavolo Massicci” sulla Sanità, ma per il resto tutti quei buoni propositi della campagna elettorale del 2010 sembrano svaniti nel nulla. E Scopelliti lo sa bene: forse erano eccessive le aspettative, ma il governatore rischia di fare la fine di Obama osannato come un messia quando si trovava all’opposizione e rappresentava un volto nuovo, giovane e pulito dopo anni di nefandezze, poi vittima della delusione generale quando – con il passare del tempo – anche lui si è impantanato lì dove avevano fallito i suoi predecessori. Il progetto-Scopelliti alla Regione, forse, può salvarsi, ma difficilmente per meriti propri e più probabilmente per demeriti altrui: mancano meno di due anni alle nuove elezioni e il centro/sinistra stenta a delineare un’alternativa credibile da presentare agli elettori. Piuttosto quell’aura di rinnovamento e quella ventata di pulizia tanto auspicata in Calabria nella primavera 2010 è finita sotto i colpi di consiglieri disonesti che finiscono in galera (ma quelli li aveva eletti la gente) o di assessori onesti che decidono di abbandonare il progetto perchè, evidentemente, non ci credono più. O meglio ancora, perchè non vogliono essere “confusi ed accomunati a quei colleghi che vedono le istituzioni come mucche da mungere illegalmente”.