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Centrale a Carbone di Saline Joniche (RC): in Svizzera vincono i “no”, ma non è ancora detta l’ultima parola…

Centrale Saline JonicheIl “famoso” referendum svizzero sulla centrale a carbone di Saline Joniche (RC), di cui StrettoWeb aveva dato la notizia in anteprima assoluta già la scorsa settimana e solo ieri balzato agli onori della cronaca nazionale, ha di fatto sancito la vittoria dei nostrani comitati “NO AL CARBONE”.

Sebbene sia paradossale che siano gli abitanti del Canton Grigioni a decidere sull’eventuale costruzione di una così imponente opera in Calabria,  il 40,1% dei grigionesi si è recato quest’oggi alle urne e ha votato contro l’investimento da parte di società a partecipazione pubblica (quale la Repower, società al 58% controllata dal cantone, che dovrebbe costruire la centrale qui in Calabria) di investire in centrali a carbone. Come quella di Saline, appunto!

Saline-Joniche-Progetto-SEI.-La-Centrale-a-Carbone1Il ‘sì’ all’iniziativa, promossa dalla sinistra e da organizzazioni ecologiste, l’ha spuntata con 28.878 voti contro 22.281.

Ma la “partita” sulla centrale a carbone di Saline è tutt’altro che chiusa; il governo del canton Grigioni, infatti, è in primis obbligato a ricontare le schede come vuole la legge cantonale sui diritti politici, poi i grigionesi dovranno di nuovo recarsi alle urne: il testo votato con questo referendum dovrà infatti entro un anno essere sottoposto dal Governo al Parlamento cantonale al fine di  concretizzare il contenuto dell’iniziativa.

In ogni caso il risultato svizzero ha già scatenato le prime reazioni..questa volta italiane.

logo-WWF-300x298Il WWF ha già rilasciato una prima dichiarazione sui risultati arrivati dalla Svizzera: ”E’ una gran bella notizia – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia – che permettera’ finalmente di porre fine all’anomalia di una centrale decisa in Svizzera, avversata dalla popolazione calabrese e, inspiegabilmente, favorita da un governo (Monti) che diceva di richiamarsi alle politiche europee di decarbonizzazione. Certo, c’e’ da aggiungere che era ‘spiegabilmente’ vista di buon occhio dagli affaristi e anche dalle cosche mafiose (come dimostrano recenti intercettazioni della magistratura). Speriamo che presto anche a Reggio si facciano piani per favorire le energie pulite e le vocazioni del territorio. Saline Joniche non ha bisogno di speculazioni e altri sepolcri imbiancati come la Liquichimica”.

I sostenitori del “SI AL CARBONE” si stanno schierando, invece,  contro questa strana democrazia, che fa decidere a non calabresi il destino della nostra terra.

In ogni caso qui in Italia rimangono pendenti i ricorsi al Tar del Lazio, l’unico organo che potrà sancire la costruzione o il definitivo abbandono anche di questa idea di sviluppo della centrale di Saline.