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Caulonia (RC): sequestrata piantagione di 1000 piante di canapa indiana

ROAN Vibo Valentia04Settembre2013(10)Sullo sviluppo di un’autonoma attività info-investigativa militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Roccella Jonica, in zona Crochi, contrada Obile nel comune di Caulonia (RC), sono riusciti ad individuare e sequestrare, in mezzo ad alberi di alto fusto, una piantagione di 1000 piante di canapa indiana, già alte circa due metri e mezzo e quindi pronte per la raccolta, di cui 300 di tipo “skunk” e 700 di tipo “indica”, su un terrazzamento, di circa 1500 mq. Durante la perlustrazione, i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto e sequestrato un locale, di circa 15 mq, adibito ad essiccatoio con 13 Kg di sostanza stupefacente già essiccata.

La predetta piantagione, era accuratamente occultata tra vegetazione ed arbusti, su terreno demaniale ed in una zona particolarmente impervia.

Un elicottero della Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha effettuato una ricognizione della zona per individuare altre coltivazioni della specie, con esito negativo.

Facendo una stima dell’area sequestrata, la stessa è l’equivalente di quasi tre campi di calcio.

Le piante di canapa di tipo “skunk”,  sono un incrocio tra la qualità sativa e quella indica, attualmente una delle varietà più costoseROAN Vibo Valentia04Settembre2013 (circa 25.000,00 euro al KG) e nocive al mondo. Alcuni studi hanno evidenziato che la skunk sia 20 o 30 volte più potente delle vecchie varietà.

Su indicazioni dell’Autorità Giudiziaria di turno presso il Tribunale di Locri, si procedeva alla quantificazione delle piante di canapa rinvenute, alla loro estirpazione ed alla successiva distruzione delle stesse, mediante fuoco controllato, previa conservazione di parte di esse per le successive analisi chimico-qualitative.

Veniva, inoltre, individuato, sequestrato e distrutto  un complesso ed articolato sistema di irrigazione costituito da tubi in polietilene nero per l’innaffiamento delle stesse.

La sostanza stupefacente ricavata, qualora commercializzata, avrebbe fruttato guadagni illeciti sino al valore di euro 4.000.000,00.

Sono in corso le indagini per risalire ai responsabili dell’illecita coltivazione.