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Capo D’Orlando (Me): strozzino in manette, tassi del 240%. Complice un funzionario Poste

Polizia: una volante della Questura di CatanzaroLa Polizia di Capo D’Orlando, in provincia di Messina, ha arrestato Paolo Sottile, 56 anni, accusato del reato di usura. L’operazione, denominata “Pecunia 2”, ha portato anche ad un’ordinanza di divieto di dimora a Marcello Restifo Pecorella, 48 anni, funzionario delle Poste. Sottile è recidivo. Era infatti stato arrestato 4 anni fa per lo stesso reato. L’uomo avrebbe elargito prestiti a due imprenditori, pretendendo poi tassi d’interesse del 240%.

L’inchiesta inizia a marzo 2013, su iniziativa della Polizia di Patti, che interrogò alcuni imprenditori vittime di usura. Grazie alle testimonianze e alle intercettazioni telefoniche e ambientali, si è scoperto che Restifo Pecorella avrebbe “procacciato” almeno una vittima a Sottile. L’episodio, secondo l’accusa, nell’aprile 2011, quando un imprenditore in gravi difficoltà economiche si sarebbe recato all’Ufficio Postale, chiedendo un prestito. Il Funzionario, Restifo Pecorella, avrebbe risposto però che un prestito “legale” era impossibile, ma che un suo conoscente – ovvero il Sottile – sarebbe stato disposto ad elargire una somma, in cambio della garanzia di una restituzione puntuale.

L’imprenditore quindi avrebbe firmato un assegno post-datato di 3.600 euro, e si sarebbe fatto consegnare in cambio 3.000 euro in contanti. Secondo quanto ricostruito però non sarebbe stato immediatamente in grado di restituire la somma, che avrebbe recuperato in un secondo momento dietro la minaccia di una “sceneggiata” in pubblico da parte dello strozzino. Pochi mesi dopo, in novembre, l’imprenditore si sarebbe nuovamente recato da Restifo, chiedendo un altro prestito. Stavolta sarebbe stato messo in contatto direttamente con Sottile. I prestiti usurai sarebbero continuati fino ad oggi.  A detta degli inquirenti, nello stesso periodo anche un altro imprenditore sarebbe stato vittima dello strozzino.