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Briatico (VV), tavola rotonda a chiusura del Convegno “Beni Culturali e patrimonio storico artistico: un dovere dell’Italia verso il Mondo”

imagesLa Calabria, terra di bellezza, culla di storia plurimillenaria ma anche di opere incompiute; terra di personalità straordinarie ma anche di patrimoni nascosti, di musei chiusi e intrappolati nelle maglie della burocrazia. Sono aspetti stridenti, ma innegabilmente paradigmatici di questa regione, su cui si sono soffermati gli autorevoli interlocutori ieri riuniti dal Rotary Club Nicotera Medma presso il campus Fiaba International Corporate, nel rione Cocca di Briatico (VV). La tavola rotonda, moderata dal direttore generale di Fiaba Giacomo Saccomanno, ha chiuso il convegno nazionale “Beni Culturali e patrimonio storico artistico: un dovere dell’Italia verso il Mondo”.
Dagli operatori del diritto agli amministratori, dunque, per fare quadrato sui beni culturali in questa regione carica di contraddizioni. Seduti allo stesso tavolo l’assessore alla Cultura della Calabria Mario Caligiuri, l’assessore provinciale alla Cultura e della Legalità di Reggio Calabria Eduardo Lamberti Castronuovo, i presidenti di Confindustria Reggio Calabria e Vibo Valentia, rispettivamente Andrea Cuzzocrea e Antonio Gentile, Andrea Saccomanno e Francesco Busceti, rispettivamente presidente e segretario Rotaract club Nicotera Medma, Giuseppe Trieste, presidente nazionale Fiaba, i dirigenti scolastici dell’istituto “ISITG e ITG” di Vibo Valentia e dell’Istituto di Istruzione Superiore “Raffaele Piria” di Rosarno, rispettivamente Annunziata Fogliano e Maria Rosaria Russo. Il mondo della scuola particolarmente presente in questa manifestazione con il suo bagaglio di impegno al servizio della collettività per il tramite della missione educativa, nonostante le notevoli difficoltà di interlocuzione.

Carico di ottimismo l’intervento dell’assessore Mario Caligiuri che ha illustrato gli importanti obiettivi prefissati per il 2014 tra cui la cura dei due malati per eccellenza della cultura calabrese quali i bronzi di Riace, con il museo di Reggio Calabria ancora chiuso, e gli scavi di Sibari, ancora sommersi dal fango. “Per i primi – ha spiegato l’assessore Caligiuri – la sala sarà pronta a fine gennaio mentre il Museo nazionale della Magna Grecia riaprirà entro aprile del prossimo anno. Buone notizie anche per gli scavi di Sibari per il cui recupero sono state previste ingenti somme per progetti che andranno a bando entro ottobre”.
Sulla necessità di riscatto di questa terra, in primo luogo con l’impegno dei calabresi, si è soffermato l’assessore alla Cultura della provincia reggina, Eduardo Lamberti Castronuovo. “Bisogna conoscere il patrimonio della Calabria per poterlo promuovere – ha evidenziato – e spesso i calabresi stessi non lo conoscono. Le scuole, innanzitutto, devono contribuire a colmare questa lacuna affinchè dalla memoria si tragga linfa per valorizzare le nostre bellezze”.
Presenti anche gli industriali al tavolo che ha concluso una due giorni sui beni culturali in cui il ruolo del privato è stato più volte invocato per favorire la fruizione dei beni medesimi. Industriali che non hanno mancato di evidenziare numerose criticità. “Il sistema degli appalti e dell’aggiudicazione dei lavori pubblici dovrebbe essere rivisto integralmente – ha evidenziato Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria. “Sarebbe auspicabile festeggiare il posizionamento dell’ultima pietra ed il collaudo dell’opera pubblica piuttosto che, come sempre avviene, il posizionamento della prima pietra di un’opera che resterà a lungo incompiuta”. Sulla necessità di un dialogo più efficace tra pubblico e privato è intervenuto anche Antonio Gentile, presidente di Confindustria Vibo Valentia, che ha auspicato “un maggiore coinvolgimento di tutte le componenti del territorio al fine di superare lo squilibrio frequente tra intenti e fatti. Il primo passo è quello di ascoltare i territori, portatori di istanze”.
Il ruolo della fruibilità dei beni culturali nel perseguimento di standard ottimali di qualità della vita è stato anche ribadito dal presidente nazionale di Fiaba, calabrese di origini, Giuseppe Trieste. “Il nome stesso della nostra fondazione, Fiaba, racchiude in sé una tensione ideale immancabile per migliorare la realtà che ci circonda ed ispirare quello che oggi pare mancare di più, ossia l’azione concreta”.
A chiudere la tavola rotonda, il direttore scientifico di Fiaba, il professore Luciano Maria Delfino, che non ha risparmiato critiche al sistema attuale di gestione dei beni culturali, ribadendo l’assenza di concretezza dei risultati e la mancanza di strumenti tecnico – giuridici idonei, nonché l’inadeguatezza delle politiche culturali italiane e regionali. “Il gap da colmare ad oggi, per quanto attiene la disciplina dei beni culturali, afferisce ad una conoscenza pressoché inesistente della materia e delle dinamiche del fenomeno da parte della politica calabrese, la cui capacità di azione non appare in linea con gli oggetti ed i problemi di legislazione e di gestione che il convegno di Fiaba, attraverso i contributi di tutti gli illustri relatori, ha con compiutezza evidenziato”.