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Brancaleone (Rc), ucraina uccisa: la salma sarà rimpatriata

imagesLa salma della giovane badante ucraina, Tatiana Korupyatnyk, barbaramente uccisa e bruciata a Brancaleone il 15 settembre scorso, sta per essere riportata nel suo Paese. Le autorizzazioni necessarie pare siano state tutte rilasciate. La spesa complessiva prevista per il trasporto é di poco superiore ai tremila euro. Lo rende noto il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che informa di aver dato una sua personale offerta per contribuire a pagare le spese per il rientro della salma della giovane donna ucraina. Corbelli dopo “aver manifestato la sua solidarieta’ e vicinanza ai familiari della giovane donna, espresso “un grande sdegno per l’efferato delitto”, domenica sera aveva ricordato Tatiana nel corso della finale regionale di Miss Italia al Teatro Rendano di Cosenza, con un minuto di silenzio di tutte le 50 finaliste e del numeroso pubblico presente in sala. Il leader di Diritti Civili aveva subito manifestato la volonta’ di contribuire alle spese per il rientro in patria della salma.

“Per questo mi ero subito attivato -, afferma Corbelli – contattando prima la parrocchia di Brancaleone (per chiedere a chi far pervenire il mio aiuto economico) e quindi telefonando lunedi’ scorso direttamente al sindaco della cittadina della Locride, l’avv. Francesco Moio, al quale ho chiesto gli estremi di un conto corrente dove effettuare il versamento. Ieri pomeriggio il sindaco Moio mi ha comunicato il codice bancario(che fa riferimento all’iniziativa di raccolta fondi del parroco della parrocchia di Brancaleone Marina, don Angelo Battaglia) e oggi stesso ho provveduto ad effettuare il bonifico. Ho, dopo averlo ringraziato, informato il sindaco di aver dato il mio contributo”.

“Così come ho fatto in tantissimi altri casi in tutti questi anni, anche per vicende simili, – ricorda – di immigrati deceduti tragicamente e rimasti (per mancanza dei soldi necessari a coprire le spese del trasporto della salma) per molte settimane negli obitori degli ospedali prima di essere rimpatriati, nei loro paesi. E’ stato così per un marocchino morto a Luzzi in un incidente e un giovane rumeno annegato nel mare di Paola. Ho aiutato entrambi. Sono contento di aver oggi dato un mio contributo per la povera e sfortunata Tatiana, sono orgoglioso di utilizzare, da 30 anni(e continuerò sempre a farlo), in questo modo il mio modesto stipendio di docente: per finanziare le mie battaglie civili, di giustizia e le mie iniziative umanitari e di solidarietà. So che Tatiana adesso ritornerà nel suo paese per avere una degna sepoltura. Io, purtroppo, lei ho potuto aiutarla solo in questo modo. Avrei voluto, come ho fatto in molti altri casi per tanti altri poveri immigrati, aiutarla a vivere felice nel nostro paese. Tutti coloro – conclude – che, come la povera Tatiana, arrivano nel nostro paese e nella nostra regione per assistere persone anziane, sole e malate e guadagnarsi così onestamente da vivere, vanno solo ringraziate, difese, aiutate”.