fbpx

Turismo, Assoedilizia: 2013 in rosso,sesto anno di recessione

images E’ “in rosso” il bilancio della stagione turistica 2013 per arrivi, presenze, spesa, occupazione e il settore registra cosi’ il sesto anno consecutivo di recessione. Lo dicono i dati di Cescat (Centro Studi Casa Ambiente e Territorio) di Assoedilizia e Istituto Europa Asia secondo cui “segnali di ripresa” ci sono “ma solo a macchia di leopardo”. L’incremento degli stranieri non ha compensato la contrazione domestica. Diminuiti anche i i viaggi degli italiani all’estero.Secondo Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia e Istituto Europa Asia, che alle fonti proprie hanno unito le elaborazioni dei principali enti e associazioni dell’industria turistica, nel semestre maggio-ottobre gli arrivi italiani nelle localita’ di villeggiatura sono in diminuzione; parzialmente compensati da un lieve incremento degli stranieri, che solo per il 13,4% raggiungono una regione del Mezzogiorno. La contrazione della domanda complessiva influisce negativamente sul fatturato dell’industria turistica italiana, anche se chi va in vacanza mostra una capacita’ di spesa lievemente superiore a quella dello scorso anno. Difficile comunque, si spiega, tradurre il calo in percentuali attendibili, falsate oltretutto da una ripresa dell’evasione che impedisce di avere a disposizione dati certi. Vi e’ in effetti una discordanza tra i dati dell’Associazione degli albergatori (non pessimista sull’andamento della stagione), e quelli delle varie associazioni dei commercianti. Si passa comunque, dal picco del 2008 con 123 milioni di viaggi turistici, al calo del 2013 con 85 milioni di unita’ (oltre la meta’ sono le cosiddette vacanze brevi di 8-10 giorni). Si riducono anche i viaggi all’estero: dalla Lombardia, che e’ il migliore barometro nazionale, segnali di meno del 14% rispetto al 2012. Non tutto e’ pero’ negativo. A differenza del 2012 che ha visto dominare incontrastati gli indici in rosso, si assiste a una ripresa a macchia di leopardo. Nella zona Messina-Taormina sono soddisfatti gli operatori del settore dove i flussi sono in aumento del 7,5%, mentre il mercato interno subisce un calo del 3%. A Salerno l’occupazione alberghiera e’ in rosso nei primi 5 mesi dell’anno anno, non meteorologicamente felici, poi ha avuto un incremento che ha sostanzialmente pareggiato il 2012. Segnali positivi in Sicilia (+8%), Puglia (+5%), Sardegna (+5%) e Versilia (+2%) grazie anche alla forte presenta di stranieri. Nella Riviera Ligure invece non si vedono piu’, come una volta, tanti cartelli con la scritta “tutto esaurito”, ma il bilancio per gli alberghi della riviera ligure e’ positivo. In calo gli ospiti italiani e in crescita gli stranieri, in particolare i russi. Todi registra un piu’ 19% rispetto al 2012, in particolare dall’estero, + 39%. Alle Terme Euganee quasi ovunque il segno e’ piu’ rispetto al 2012. Ottimi risultati sul Garda, con un agosto da tutto esaurito. Per quanto riguarda i segnali negativi, uno dei peggiori e’ in Calabria con un crollo del 30% con punte del 40%. Gli operatori scontano l’assenza di visione nuove e di qualita’ della politica turistica. Anche l’Abruzzo subisce flessioni a doppia cifra per gli alberghi nel mese di luglio con miglioramento soltanto parziale in agosto. Calo netto delle presenze in Emilia Romagna e Veneto, tra il 6 e il 10%, per l’assenza degli italiani. In aumento gli stranieri, a Jesolo quasi il 50%. “Nel turismo italiano – commenta il presidente Achille Colombo Clerici – ci sono ampi spazi di crescita che vanno assolutamente colmati e nel piu’ breve tempo possibile, per non perdere il treno della competitivita’ internazionale. D’altronde, l’industria turistica serve un settore di bisogni che e’ tra gli ultimi a venir compresso dalla crisi economica. Scontiamo l’incapacita’ di ridurre a sistema il ricchissimo asset del patrimonio turistico, artistico-monumentale e paesistico, nonche’ gli effetti di una miope politica di promozione del nostro turismo a livello internazionale”. “Non parliamo della Francia – aggiunge – che sta egemonizzando la politica turistica dell’Europa, ma anche considerando la Spagna vediamo che il bilancio turistico rappresenta il 20 % del Pil, contro il nostro attuale scarso 12%”.