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Sellia Marina (Cz), senza patente uccide un bimbo. Marziale: “Sanzioni fragili inducono alcolizzati e drogati a delinquere”

image“L’incidente cagionato dall’uomo cui era stata ritirata la patente, costato la vita al dodicenne Matteo, non può essere ascritto ad una mera inosservanza di una disposizione amministrativa, ma ad un elevato indice di devianza che pervade lo stivale con la complicità dello Stato nelle sue fragili funzioni sanzionatorie”: è quanto sostiene il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in relazione ai tragici accadimenti di Sellia Marina.

“Uomini in preda ai fumi dell’alcool o agli effetti devastanti di sostanze psicotrope, responsabili di vere e proprie stragi sulla strada – chiosa Marziale – beneficiano di detenzioni domiciliari ed attenuanti di stampo perdonista, che ottengono l’effetto di indignare l’opinione pubblica ma, contestualmente, di spronare i malintenzionati a rischiare in quanto la pena è minima o del tutto inesistente”.

Per il presidente dell’Osservatorio: “E’ scontato che la sola deterrenza sanzionatoria non possa debellare la fenomenologia, ma è altrettanto indiscutibile che se la gente avesse la consapevolezza di pene efficaci l’incidenza statistica diminuirebbe sensibilmente”.

Il sociologo conclude: “Un bambino di dodici anni, intento ad aiutare i nonni nel loro esercizio commerciale, non dovrebbe morire così. La fine violenta di Matteo desta impressione, dolore e indignazione nei confronti di un criminale, ma anche nei confronti di uno Stato incapace di tutelare le vittime tanto quanto capace di perdonismi incivili e inopportuni”.