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Regione Calabria, Il presidente Talarico sui precari sanità

CalabriaIl Presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Talarico, “accoglie positivamente” l’appello che a lui e a tutti i parlamentari nazionali e regionali calabresi è stato rivolto dal senatore Antonio Gentile per un impegno condiviso e sinergico affinchè il Governo possa rivedere la propria posizione in ordine all’impugnativa della legge regionale 12/2013 (provvedimenti per garantire la piena funzionalità del sistema sanitario regionale).
“Ritengo – spiega il presidente Talarico – che le ragioni e lo spirito della norma approvata, voglio ricordarlo, con la responsabile astensione delle opposizioni e con il voto favorevole di alcuni colleghi consiglieri facenti parte della minoranza, siano di notevole rilevanza sociale. Le recenti dichiarazioni del Ministro Lorenzin, infatti, lasciano presagire che il Governo nazionale stia lavorando, giustamente, per trovare una soluzione alla questione attinente la stabilizzazione definitiva del personale precario della sanità, ivi incluso quello delle Regioni soggette al piano di rientro. Pertanto credo sia indispensabile avviare, sin dalla ripresa dei lavori parlamentari, un confronto con i Ministri Lorenzin, D’Alia e Delrio, al fine di poter pervenire – in coerenza con la definizione degli schemi normativi susseguenti al d.l. varato lunedì scorso dal Consiglio dei
Ministri- alla rinuncia dell’impugnativa sulla legge regionale 12/2013. Tale norma, come è noto, riguarda il precariato storico del settore e non comporta alcun aggravio di spesa, ma contribuirebbe a recuperare l’insufficienza dei livelli essenziali di assistenza erogati nelle aziende ospedaliere e nelle strutture di servizio territoriali soprattutto a causa della cronica carenza di personale che pregiudica la qualità delle stesse prestazioni nei confronti dell’utenza”.
“Ovviamente la mia disponibilità, che sono certo troverà concorde tutte le forze presenti in Consiglio regionale – conclude il presidente Talarico- contribuirà ad allargare la base del dialogo e del coinvolgimento con le rappresentanze sociali e sindacali su una questione di alto profilo sociale e politico e di forte impatto sulla nostra comunità. In questo momento così difficile, infatti, il pensiero non può non andare alle famiglie dei tantissimi precari calabresi non solo nella sanità, ma nei settori più diversi. La norma in questione, servirebbe a portare stabilità e quindi sicurezza economica e gratificazione professionale in un comparto delicato e strategico, quale sempre più si sta caratterizzando la sanità calabrese”.