Reggio, targa giudice Scopelliti: precisazioni del presidente della VII circoscrizione, Graziella Pellicanò

995972_495994543828452_1159813549_nDi seguito la nota del Presidente della VII^ Circoscrizione, Grazia Pellicanò su intestazione dell’area ludico-ricreativa, adiacente la Chiesa di S. Sperato, al giudice Antonino Scopelliti.

Spesso le azioni importanti rimangono anonime non per codardia, ma perché proprio la singolarità delle stesse impone un velo di mistero che garantisca la giusta imparzialità. E’ questo il motivo che ha spinto la Giovane Italia di Reggio Calabria a non firmare il gesto dell’installazione presso l’area ludico-ricreativa di San Sperato della targa in ricordo del Giudice Scopelliti, il magistrato barbaramente ucciso dalla mafia nel 1991. Prima però di entrare nel merito della questione urge fare un po’ di chiarezza sul perché il movimento giovanile del Popolo della Libertà è arrivato a ciò.

Il primo giorno dell’ottobre 2009, dopo una lunga e faticosa fase preparatoria, l’allora Consiglio della VII Circoscrizione del Comune di Reggio, su input della conferenza dei capigruppo, approvò all’unanimità la “proposta per l’intestazione dell’area ludico-ricreativa, adiacente la Chiesa di S. Sperato, al giudice Antonino Scopelliti”. Seguirono attestazioni di felicitazioni per la deliberazione che costituiva anche una sorta di scatto d’orgoglio per un rione colpito, come buona parte di Reggio, dalla piaga della criminalità organizzata. I messaggi giunsero da associazioni di categoria, come l’UGL e FareVerde, soggetti politici di ogni estrazione, il circolo di Modena del Partito Democratico ed il Coordinamento provinciale di Azione Giovani, e persino elementi del Consiglio comunale di quegli anni, gli stessi che da li a poco fecero approdare a Palazzo S. Giorgio la proposta. Ma sin da subito si capì la scarsa disponibilità a procedere nelle direzione tracciata dai consiglieri circoscrizionali, e così l’unico organo preposto a decidere sulla toponomastica cittadina, la giunta comunale, fece cadere nel vuoto la proposta tanto da lasciare priva di intitolazione l’area in questione.

Cogliendo l’occasione dell’anniversario di morte del giudice, la notte tra l’8 ed il 9 agosto, un gruppo di militanti della Giovane Italia ha voluto riproporre la vicenda trasferita nel dimenticatoio, con il collocamento di una targa che riporta la seguente iscrizione: “Piazza Antonino Scopelliti Vittima della mafia 1935 – 1991” ed una bandiera tricolore.

La solidarietà espressa sul web da tantissimi utenti ha maturato in noi la convinzione di aver tracciato la strada corretta, ma qualche voce fuori dal coro ci ha spinto ad uscire allo scoperto per evitare strumentalizzazioni o cadute di stile. Nessuna azione segreta, politicizzata o ancor peggio elettoralistica (tanto da non aver inserito alcun simbolo partitico o approfittato di un momento di votazioni), ma solo un gesto volto a risvegliare le coscienze di molti e dunque giungere nuovamente ad un coinvolgimento dell’ente comunale. Qualsiasi altra interpretazione è fuorviante, come la ridicola volontà di far apparire la notturna iniziativa come un modo per accusare di mafiosità tutti gli abitanti di San Sperato. L’auspicio è che queste limitate ma fantasiose visioni si possano trasformare in fattivi comportamenti volti dar seguito a quella delibera circoscrizionale, oggi osannata ma un tempo osteggiata, che vuole dedicare uno spazio importante di S. Sperato alla cultura della legalità.