Reggio, si avvicinano le elezioni comunali ma servono prima le idee e poi le persone

palazzo_san_giorgioCi vuole un programma. Un progetto. Un’idea di sviluppo, culturalmente e socialmente sostenibile. Poi – ma solo in seconda battuta – ci vogliono le persone, capaci di portare avanti un progetto e traghettare la nave, “pardon” la città, mantenendo la barra dritta.

A Reggio serve questo. Non altro.

L’ultima calura estiva, i giorni precedenti alla Festa della città – con i suoi riti ed i suoi costumi – rappresentano lo spartiacque decisivo rispetto a qual che è stato e quel che sarà.

reggio calabriaTra otto mesi circa i reggini saranno chiamati al voto. Tra molto meno, in mezzo ad un insolito e alternativo autunno, si apriranno le danze di una campagna elettorale che, socialmente, si avvicinerà particolarmente ad una bagarre di ferragosto. I presupposti ci sono tutti: all’orizzonte poco di buono.

Nei bar e nelle vie c’è chi ha già decretato il nome del nuovo sindaco.  Nei club più esclusivi e nei circuiti dei professionisti è partita la gara al toto-nome.

Ma Reggio, oggi, non ha bisogno di questo.  Con una guerra civile in corso (guerra sociale, economica, politica e comunicativa) ed un commissariamento mal digerito dalla popolazione, serve che con estrema urgenza chi vuole spendersi per la città lo faccia con un’idea ed un progetto. Un programma che punti allo sviluppo possibilmente turistico perché, arrivati al 2013, è impensabile credere ancora nelle favole e sperare di trasformare Reggio in un polo industriale. Una città che punti al turismo, soprattutto quello culturale, attraendo quel tipo di turista che va coccolato, amato, ipnotizzato. Un tipo di turismo che offre infiniti spunti per destagionalizzare i flussi stranieri.  Ma serve anche un progetto che miri alla normalizzazione delle cose.

reggio calabriaUn aspetto banale ma mai così attuale.

Un lettore di StrettoWeb nei giorni scorso ci ha posto il problema del Parco Lineare Sud.  Non vuole giocare alla caccia al colpevole, bensì, come tutti dovrebbero fare, vuole guardare al futuro. Basterebbe, a suo dire, scardinare l’idea di decoro pubblico urbano da noi troppo spesso latitante.

La normalità appunto. La normalità che oggi, nel giorno dell’ufficiale abbandono di Villa Zerbi da parte della Commissione Straordinaria, ci fa ancora una volta chiedere perché nella nostra città non ci siano spazi espositivi di dimensioni normali (a proposito perché non si è pensato all’idea di affittare Villa Zerbi solo in occasione di eventi già organizzati pagando la locazione con parte dell’incasso?) e dignitose.
Palasport PalaCalafiore Reggio Calabria 1La normalità di chi vorrebbe fare sport in condizioni quanto meno agevoli potendo usufruire di impianti integri a prezzi….normali. Ma anche una città che deve risolvere assolutamente il problema degli operatori ortofrutticoli, ormai trasferiti a Mortara in una sede che risulta ancora abusiva: situazione decisiva per lo scioglimento del comune ma rimasta intatta anche adesso con la Commissione al “governo”della città.

La lista sarebbe lunga, corposa. E avrebbe bisogno di righe e battute. Quella stessa lista che dovrebbe essere bibbia per chi vuole servire la città, per chi in Reggio ci crede.

Prima dei nomi, degli eredi, delle alleanze, delle coalizioni e delle battaglie  servono idee e progetti.

Astenersi perditempo.