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Reggio: se la processione della Vara può mettere in discussione lo sviluppo della città…

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03Lunedì sera abbiamo pubblicato su StrettoWeb una nota dei portatori della Vara in cui Gaetano Surace, Presidente dell’Associazione Portatori della Vara “Madonna della Consolazione“, ha voluto denunciare il rischio che il percorso della processione venga messo in discussione dai progetti della nuova piazza De Nava, riprendendo anche un caso analogo per i progetti della nuova piazza Duomo.
Alla luce delle dichiarazioni dei portatori della Vara, che ogni anno svolgono un servizio straordinario spinto solo ed esclusivamente dalla grande passione nei confronti della Santa Patrona della città, ci sembra interessante porre una riflessione che apra un dibattito costruttivo sul futuro di Reggio: può, il percorso della processione della Vara, mettere in discussione lo sviluppo della città?
01Sia chiaro, non vogliamo riferirci in modo specifico al progetto della nuova piazza De Nava che prevede la sopraelevazione di sessanta centimetri del Corso Garibaldi nella parte antistante il museo con la formazione di una sorta di “grande sagrato” sullo stesso livello di fronte al Museo. Più in generale ci chiediamo se una città possa davvero essere condizionata, nel sul processo di sviluppo, dal percorso di una processione. A prescindere dal progetto della nuova piazza De Nava, giusto o sbagliato che sia.
Nuovo Corso Garibaldi Reggio CalabriaStesso problema s’è posto più volte nella discussione per il nuovo Corso Garibaldi, ormai apprezzatissima isola pedonale da più di 10 anni nel cuore della città. Il progetto di una nuova pavimentazione, illuminazione e anche gli arredi urbani con panchine e gazebo, è stato più volte discusso e “amputato” dalle esigenze della processione, ma l’interrogativo è semplice: nel 2013 una città può condizionare il proprio futuro per rimanere così troppo attaccata al proprio passato? E, sia chiaro, qui non si sta mettendo in discussione la festa dedicata alla Madonna della Consolazione, simbolo assoluto dell’identità reggina. Piuttosto si parla soltanto di alcuni tratti del suo percorso.
02Nel caso – ipotetico – in cui alcune aree della città cambiassero volto in meglio, diventando più moderne e accoglienti, probabilmente la processione potrebbe adattare il suo percorso alle nuove esigenze urbanistiche della città. Figuriamoci se una festa che s’è fatta sempre, con terremoti, guerre e carestie, possa avere dei problemi soltanto in base a una o a un’altra via di transito della processione … Reggio deve guardare al futuro, sicuramente preservando anche le proprie tradizioni e usanze più sentite, ma senza che queste diventino ossessioni fondamentaliste tali da frenare lo sviluppo della città nel terzo millennio. Anche una città nuova e moderna potrà ritrovarsi intorno alla Vara a urlare “ora, e sempre, Viva Maria!!!“. Qualsiasi sia il percorso della processione.