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Reggio, il Museo riapre all’insegna della legalità. Il ministro Bray: “l’Italia ripartirà da qui” (FOTO)

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25Sono molto contento di partecipare oggi alla mostra “Arte torna Arte. Un patrimonio restituito” perchè queste non sono opere d’arte qualsiasi, ma sono state confiscate alla malavita“- così esordisce il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, On. Massimo Bray, giunto in città per inaugurare la mostra allestita presso i nuovi spazi del Museo con le opere sequestrate nel 2010 a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”.

La legalità a servizio della cultura e la cultura per la legalità“- questo il messaggio della mostra secondo il Ministro Bray, che vede la cultura come linfa per lo sviluppo della Calabria e dell’intero Mezzogiorno. “Dal Mezzogiorno deve ripartire il Paese perchè l’Italia ha bisogno del Sud“- ha continuato il Ministro, che nel suo discorso ha citato anche Benedetto Croce.

15Oltre cento opere d’arte, che spaziano dal XVI al XX secolo: Annigoni, Ligabue, Purificato alcuni degli artisti esposti, ma anche Fontana, Bonalumi; esposte anche 18 opere non autentiche, che appartenevano a Campolo, tra le quali anche alcune tele di Guttuso. La mostra, nata sotto il segno di un’ispirata collaborazione tra la Provincia di Reggio e il Ministero, ha già registrato nelle sue prime ore di apertura un’importante afflusso di reggini e turisti: curiosità di vedere il tesoro di Campolo, ma anche di entrare in un Museo dal volto rinnovato.

La riapertura del Museo oggi con l’inaugurazione di questa mostra segna il rilancio della città ed è solo l’anticipazione per il ritorno dei Bronzi (previsto per gennaio 2014 ndr); l’idea dell’esposizione è diventata realtà grazie alla sinergia tra l’Amministrazione provinciale e le altre istituzioni territoriali, ma anche alle autorità giudiziarie“- così il Presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, che festeggia il proprio compleanno con un grandissimo successo per la propria squadra di governo. Nel suo intervento il Presidente ha ringraziato il Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Dott. Luciano Gerardis e la Dott.ssa Kate Tassone, Presidente della Sezione Misure di Prevenzione, e la Guardia di Finanza, che ha “scortato” le opere tra Reggio e Cosenza garantendone la sicurezza.

03La vittoria dello Stato sulla criminalità è stata al centro anche dell’intervento dell’Assessore provinciale ai Beni culturali e alla legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo: “Questa mostra è un messaggio di legalità: Delinquere non giova perchè lo Stato alla fine si riappropria sempre di ciò che suo“. Una velata “frecciatina” è stata indirizzata dall’Assessore al giornalista Stella, che dalle pagine del Corsera nelle settimane scorse aveva denunciato lo stato di abbandono dei Bronzi di Riace; Lamberti ha rispedito al mittente le accuse di incapacità della città di Reggio Calabria di difendere i suoi “tesori”.

Una Calabria, che si conferma regione ricca di cultura, perchè la storia della nostra regione è di cultura e non di criminalità“- così l’Assessore regionale, Mario Caligiuri, in rappresentanza della Regione Calabria- “oggi è stata scritta una bella pagina a dimostrazione che la mala pianta della criminalità di contrasta sul territorio“.

02La mostra, curata dal Soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Calabria Fabio De Chirico, è frutto del duro lavoro della Direzione regionale per i beni culturali e Paesaggisti e della Soprintendenza per i beni archeologici, rispettivamente dirette da Francesco Prosperetti e Simonetta Bonomi, che si sono attivati al fine di presentare al pubblico le opere che, a partire dal 3 agosto 2013 e fino al 30 novembre 2013 prossimo, saranno esposte nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Piccola nota di colore si è avuta quando il Ministro Bray subito dopo il taglio del nastro inaugurale ha ritagliato un lembo dello stesso e lo ha messo in tasca; “segno di buon augurio“- ha detto il Ministro ai presenti incuriositi.

Di buon augurio per il nostro Museo e soprattutto per l’intera città di Reggio Calabria- aggiungiamo noi.