fbpx

Reggio: domani riapre il museo con una mostra di altissima qualità all’insegna della legalità. Inaugura il ministro Bray

Museo Nazionale RCNovantatre’ tele, in prevalenza autentiche, di inestimabile valore, firmate da artisti come Dali’, De Chirico, Guttuso, Migneco, Ligabue, Fontana, Sironi e Cascella, saranno in mostra da domani nel Museo nazionale della Magna Grecia che riapre, seppure parzialmente, i battenti, dopo i lavori di ristrutturazione. La particolarita’ della mostra, come riporta l’Ansa, sta nel fatto che le opere esposte sono state confiscate a Gioacchino Campolo, 74 anni, definito il ‘re dei videopoker’, che ne era venuto in possesso grazie alla sua capacita’ di guadagnare milioni di euro con le centinaia di macchine mangiasoldi imposte ad una miriade di titolari di bar e locali pubblici di Reggio Calabria e provincia. Campolo, che sta scontando una condanna a 18 anni di reclusione per estorsione aggravata dalle modalita’ mafiose, aveva esposto le tele, 119 in tutto, nel suo appartamento. Fino a quando il ‘tesoro’ del ‘re dei videopoker’, il cui valore e’ stato stimato in 330 milioni di euro, non e’ stato confiscato dalla guardia di finanza. Dopo la confisca e’ nata l’idea di esporre in una mostra i preziosi dipinti che da domani, dunque, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria ed il ministero dei Beni e delle attivita’ culturali, saranno fruibili da tutti. Ad inaugurare la mostra, dal significativo titolo ‘Arte torna Arte – un patrimonio restituito’, sara’ il ministro dei Beni culturali Massimo Bray. ”E’ un risultato straordinario. Siamo riusciti in poco tempo – ha sostenuto, presentando l’iniziativa, l’assessore provinciale alla Cultura ed alla Legalita’ Edoardo Lamberti Castronuovo – a mettere d’accordo tutti. Una sinergia virtuosa tra istituzioni che consente di scrivere a Reggio Calabria un’intensa pagina di cultura e legalita”’. La mostra restera’ aperta fino a novembre, ma, ha aggiunto Lamberti Castronuovo, ”c’e’ l’idea di prolungarne la durata, almeno fino a quando il Museo non entrera’ pienamente in funzione con l’apertura della sala dei Bronzi”. All’incontro con la stampa hanno partecipato anche il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, lo storico Lucio Villari, il curatore della mostra Fabio De Chirico e il vicepresidente del Consiglio provinciale Giuseppe Saletta. ”Alcune di queste opere – ha detto Lamberti Castronuovo – sono ‘falsi d’autore’ e danno l’idea che la passione dell’arte, normalmente legata alla cultura, in questa circostanza rappresenti uno status symbol che non e’ frutto di passione, ricerca e conoscenza. L’incultura, di cui il malaffare e’ espressione, soccombe sempre alla cultura e alla legalita’. Anche negli affari”.