Messina, On.Beppe Picciolo su Ospedali Margherita e Cutroni Zodda

imagesOn.Beppe Picciolo su Ospedali Margherita e Cutroni Zodda, Nota Stampa:

“Ospedali Margherita e Cutroni Zodda: in atto una lotta tra poveri, frutto di una pessima programmazione sanitaria su base provinciale, colpevolmente scollegata dalle reali esigenze del territorio. Le inchieste in questo momento aperte per accertare eventuali responsabilità degli amministratori dell’azienda sanitaria sono un ostacolo difficilmente superabile per dipanare la matassa, occorrerebbe – ha evidenziato Picciolo – notevole senso di autocritica e maggiore disponibilità al vero dialogo tra Enti ed Istituzioni preposte alla tutela della salute del cittadino; in tal senso si auspica che il nuovo management dell’Asp, la cui scelta è ormai in dirittura d’arrivo, sappia dare risposte diverse alla sanità messinese azzerando tutto ed evitando sterili contrapposizioni”.”E’ fatto tristemente comune a Messina dover intervenire “a più fiate” sul medesimo argomento, senza poi però portare a casa alcun risultato degno… ma, nel ruolo, non posso sottrarmi essendo stato uno degli iniziali promotori della crociata pro-Margherita! Su questo Ospedale di Messina sono stati versati fiumi di parole, di impegni più o meno sottoscritti da questo o quel manager, di promesse altisonanti effettuate da questo o quel Assessore regionale, ma il vero tema della programmazione sanitaria provinciale è stato sempre eluso da chi doveva affrontarlo, essendo preliminare a qualsiasi riorganizzazione dell’ex ospedale Margherita o del Cutroni Zodda, per citare solo due esempi di cattiva programmazione della spesa sanitaria.
Nella qualità di osservatore privilegiato devo constatare che il procedere a tentoni, come è stato fatto fino ad oggi, ha prodotto come solo risultato una guerra tra “poveri”, dove tutti sono scontenti: da un lato i messinesi che vedono scippato un PTA nuovo di zecca, ma privo delle risorse finanziarie e di personale per divenire, nel breve, funzionante mentre dall’altro i barcellonesi che si vedono tolta una parte corposa di servizi ospedalieri, senza condivisione con le istituzioni locali, in cambio di una promessa ‘stroke unit’ che potrebbe funzionare (unica nota positiva) in sinergia con il Centro Neurolesi, ma è poi giusto evidenziare che anche a Barcellona di personale e risorse di gestione non è dato sapere… Intanto, ignorando i dibattiti ed i mezzi impegni informali presi, ognuno prosegue per la propria strada non a tutela dei rapporti con i territori, ma di scelte ormai già formalmente deliberate e mai revocate, ovviamente in presenza di attente inchieste di altre autorevoli istituzioni cui tutti temono di dover adesso, più o meno, render conto. Il rischio concreto – ha concluso Picciolo – è che Messina e Barcellona facciano la fine dei polli di Renzo, colpevoli solo di essersi meritate un simile sfacelo amministrativo.
La soluzione che propongo è quindi di azzerare tutto, evitando sterili contrapposizioni e ripartire dalla prossima riorganizzazione dell’Asp in tema di management e di una seria programmazione sanitaria, condivisa con le Amministrazioni locali cui è anche, per legge sia chiaro, demandato il compito di concorrere alle scelte in campo di salute per il cittadino. Il resto purtroppo, in questo momento, saranno solo chiacchiere senza costrutto.”