Messina, ATM: ennesimo disservizio, ennesima protesta dell’utenza

tram messinaPuò una città di 250.000 abitanti avere in funzione meno di venti autobus? Teoricamente no, ma la realtà dell’ATM è questa. Una manciata di autobus e di tram per spostarsi in una città tra le più dispersive d’Italia, per quel che riguarda la distribuzione geografica. Mezzi spesso privi di aria condizionata, fatiscenti e sporchi. Non può e non deve stupire che il messinese scelga di prendere la propria auto o il proprio scooter, compensando la spesa di benzina e di pazienza nel traffico cittadino, con la sicurezza di non restare “a piedi”.

E non può stupire che, tutto a un tratto, gli animi si surriscaldino. È accaduto al capolinea dell’Azienda Trasporti Messina, quando gli utenti hanno scoperto che su 17 mezzi che dovevano essere in funzione, due non sarebbero partiti perché senza aria condizionata – gli autisti si sono giustamente rifiutati di andare in giro dentro dei “forni a quattro ruote” – e uno si era appena guastato in corsa. Un centinaio di persone ha quindi bloccato l’attigua linea del tram per diversi minuti, fino all’intervento dei Carabinieri, che hanno sedato gli animi. Sono anche volate parole non esattamente amichevoli fra i cittadini e gli addetti alla biglietteria. Alla fine i due mezzi senza aria condizionata sono stati comunque messi in strada, per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.

Possiamo di fatto affermare che i mezzi pubblici a Messina è come se non ci fossero. Un vero peccato, perché siamo sicuri che, potendo usufruire di un servizio adeguato, il cittadino preferirebbe di gran lunga utilizzare l’autobus o il tram, piuttosto che imbottigliarsi nel traffico o girare all’infinito in cerca del miraggio di un parcheggio. Un trasporto pubblico efficiente e funzionale è uno degli indici fondamentali per stabilire la “vivibilità” di una grande città. Ma, ad oggi, Messina è agli ultimi posti – per non dire che è il fanalino di coda – a livello nazionale. Cambierà mai qualcosa nella città dello Stretto? Noi ce lo auguriamo.