Messina: a 6 anni dalla tragedia del Rifugio del Falco di Patti, giovedì la commemorazione

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Foto RadioPattiWeb

Fermare i roghi, fermare gli sprechi, avere giustizia per le vittime dei disastri dolosi“. Con questi obiettivi anche quest’anno l’Osservatorio Minori “Lucia Natoli” sui temi e i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza celebrerà la giornata del 22 agosto: un’iniziativa finalizzata a ricordare le vittime del rogo del Rifugio del Falco del 2007 e realizzata in collaborazione con il Genio Civile, l’assessorato comunale alla Protezione civile, il Comando Vigili del Fuoco e la dirigenza provinciale Azienda Foreste. L’appuntamento è dalle 9.30 di giovedì 22 agosto presso il Giardino di Lucia del Genio Civile di Messina. “Una giornata per chiedere con insistenza l’adozione di misure di prevenzione a difesa del territorio e per avvicinare i giovani alla tutela dell’ambiente. Affinché non accada più quello che non deve accadere“, sottolinea Saro Visicaro, coordinatore dell’Osservatorio.

Ricordiamo la tragedia, avvenuta nel tardo pomeriggio del 22 agosto 2007. Al Rifugio del Falco, agriturismo di contrada Rocche Litto, a Patti, si festeggiava il compleanno di Matteo Cucinotta. Nella struttura erano presenti circa 50 persone. All’improvviso un rogo, a causa del forte vento, circondò l’agriturismo. Il proprietario della struttura, Santi Anzà, successivamente accusato e impuntato in un processo per omicidio colposo plurimo, lesioni aggravate e inosservanza delle disposizioni di legge in materia di prevenzione, sicurezza e salute sul posto di lavoro, cercò di tenere tutti uniti. Si scatenò però il panico, e molti provarono a fuggire nel bosco. Le conseguenze furono tragiche.

A perdere la vita furono lo stesso Matteo Cucinotta (sindacalista della Cgil), la moglie Lucia Natoli (dirigente presso il Tribunale dei Minori di Messina), il fratello di Matteo, Costantino CucinottaCaterina Maffei e gli impiegati dell’agriturismo Giuseppe Bonpensiero Tina Scaffidi. Il procedimento che vede imputati Anzà per i reati già citati, il pastore Mariano La Mancusa, accusato di incendio doloso, appiccato in una località poco distante dalla tragedia, e i forestali Giuseppe Giordano e Gaetano Galletta, accusati di omissione in atti d’ufficio, e Antonino Carro, accusato di falso in atti pubblici, è ancora in corso.