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Immigrati, sindaco Porto Empedocle: “Rischio disordini in tensostruttura”

images “Il clima nella tensostruttura e’ incadescente. Nonostante la grande professionalita’ delle forze dell’ordine la tensione e’ alta e il clima non e’ per niente sereno: fa caldo, questa gente e’ ammassata in spazi ristretti e in condizioni psicologiche difficili. Il pericolo che la situazione possa esplodere e si possano verificare disordini e’ reale perche’ i nervi sono tesi”. A dirlo all’Adnkronos e’ il sindaco di Porto Empedocle (Agrigento), Lillo Firetto, dopo la fuga di circa 200 migranti dalla struttura della Protezione civile allestita nell’area portuale. In 336 sono stati soccorsi mentre viaggiavano a bordo di un barcone al largo di Porto Emepdocle da due motovedette della Guardia costiera e una della Guardia di finanza. A bordo c’erano anche 64 donne e un neonato. Polizia e carabinieri ne hanno rintracciato una decina, ma le ricerche proseguono. “Mi hanno detto – racconta il primo cittadino – che dentro la tensostruttura ci sono circa 150 ospiti, ma non si riescono a contare a causa della tensione alle stelle. Le fughe non sono un fatto isolato, purtroppo. Gia’ lo scorso 12 aprile, tornando in citta’, avevo notato migranti per le campagna circostanti. Da giorni siamo interessati da un flusso continuo, che gestiamo con il massimo ordine, ma la situazione adesso e’ difficile. La tensostruttura – prosegue Firetto – dovrebbe essere un centro di smistamento, ma spesso gli ospiti rimangono per piu’ giorni prima di essere trasferiti. Un fatto che ovviamente esaspera gli animi”. Davanti a questo “flusso biblico l’Europa non si puo’ voltare dall’altra parte e pensare che sia solo un problema italiano – conclude il sindaco -. I Comuni non possono essere lasciati soli ad affrontare questa emergenza, ma nemmeno il Paese Italia puo’ farcela da sola. Serve una presa di coscienza da parte dell’Europa per un’emergenza che e’ mondiale, non solo siciliana ed italiana”.