Fermo pesca in Sicilia, Cartabellotta: “nostre marinerie penalizzate. Altre nazioni non si fermano

cartabellottaIl fermo pesca non serve al ripopolamento del mare se riguarda solo le barche dei pescatori italiani, mentre quelle degli altri Paesi rivieraschi del Mediterraneo continuano ad andare in mare. Lo sottolinea a Labitalia Dario Cartabellotta, assessore alle Risorse agricole e alimentari della Regione Siciliana e competente per il settore della pesca. “Noi – spiega Cartabellotta – abbiamo differenziato il fermo pesca secondo le diverse marinerie. Nonostante questo anche da noi ci sono state polemiche da parte dei pescatori, dovute al fatto che mentre per loro nel Canale di Sicilia c’e’ il fermo, questo non avviene per le marinerie di Libia e Tunisia che continuano tranquillamente a pescare. C’e’ una miopia al riguardo da parte dell’Unione Europea“.

Per Cartabellotta, quindi, il fermo pesca per avere effetti concreti dovrebbe essere impostato in modo diverso. “A mio parere – afferma – una politica sulla pesca nel Mediterraneo senza tenere conto di altre marinerie rivierasche non ha senso. La misura, oggi, non permette il ripopolamento dei pesci se, ad esempio, mentre i pescatori di Mazara del Vallo, sono fermi quelli tunisini vanno a pesca del gambero. Il fermo pesca andrebbe regolato a livello transnazionale, tenendo conto quindi anche delle marinerie del Nord Africa e dei Paesi dell’ex-Jugoslavia, perche’ altrimenti – conclude – si discriminano le marinerie del nostro Paese“.