fbpx

Cinquefrondi, domani in scena “1861-La brutale verità” tratto dal libro di Michele Carilli

images

Domani sera, 3 agosto alle ore 21, presso il largo Duomo di Cinquefrondi , i “Carma” presenteranno per la prima volta in scena “1861-La brutale verità” tratto dal libro di Michele Carilli, lezione concerto con Lorenzo Praticò e le canzoni di Mimmo Martino (Mattanza). Regia di Michele Carilli

Son trascorsi più di 150 anni da quando nasceva il regno d’Italia, ma l’unità vera quella fatta di culture e storie condivise, è ancora tutta da scoprire.
Per trovare una spiegazione a tutto ciò, è opportuno volgere lo sguardo ai momenti fondativi dello Stato nazionale. Massimo D’Azeglio con la sua frase “Fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani” rappresentava la necessità di costruire un uno stato realmente unitario, dalle Alpi alla Sicilia, facendo sentire il popolo partecipe del progetto che si andava ad attuare.
Vi era la necessità di nazionalizzare le masse e superare gli ostacoli di natura culturale e socioeconomica.
La risposta alla sfida è stata invece di tutt’altro segno.
Nei dieci anni subito dopo l’unità il nuovo regno d’Italia impegnò nel Mezzogiorno una forza militare d’occupazione di circa 100.000 soldati, impiegata nella “lotta al brigantaggio” ma che in realtà servì a domare una drammatica insurrezione delle masse popolari, procurando uno spaventoso numero di morti e decine di paesi incendiati e rasi al suolo. La storiografia “ufficiale” ha, purtroppo, occultato per troppo tempo le reali dimensioni e le motivazioni sociali delle insorgenze meridionali. Questo brigantaggio meridionale assume oggi la più importante fisionomia di un movimento di resistenza sociale al modello autoritario sabaudo. Tali vicende non mettono certo in discussione il fondamentale valore dell’Unità Nazionale,ma i padri della patria, vanno giudicati anche sui piedistalli dove la retorica risorgimentale li ha collocati. Quella tra piemontesi e briganti è stata una guerra civile raccontata poi solo dai vincitori, Il brigantaggio postunitario è stato così una tragedia senza narrazione, una storia che andava dimenticata . Non si vuole denigrare il risorgimento, tutt’altro, è necessario, però, che lo si veda sotto una luce più obiettiva, completo in tutte le sue pagine, anche quelle che non fanno onore al nostro paese.
In “1861-La brutale verità” una sorta di lezione-concerto, tratto dall’omonimo libro di Michele Carilli, con la parte recitativa affidata all’attore Lorenzo Praticò e la parte musicale riservata a Mimmo Martino (leader dei Mattanza) il pubblico avrà la possibilità di venire a conoscenza delle storie delle vittime di tale processo unitario, che rappresentano l’epicentro di vicende mai neppure lontanamente immaginate e che invece vennero inesorabilmente patite. Storie che riemergono dalla nebbiosa memoria e rivivono sul palcoscenico, nei racconti e nelle musiche che si udiranno. L’autore del lavoro teatrale narra fedelmente la cronistoria postunitaria in un viaggio emozionale nel passato reale ove interessi geopolitici eterogenei si concretizzarono nel discutibile operato di soggetti che si votarono all’imposizione armi in pugno d’una finta pace consegnata ai vinti a caro prezzo e da questi per giunta non voluta e né cercata. L’azione di tali personaggi sventrò l’identità e la memoria di un intero popolo a cui fu tolta con azioni di inaudita ferocia la dignità prima del diritto all’esistenza. Tale rappresentazione riproduce la più viva voglia di riscatto che passa attraverso la divulgazione dei fatti così come accaduti affinchè le radici riemergano dall’oblio dove volutamente sono state collocate. La speranza è quella di infondere in tutti, ed in particolar modo nei giovani, l’orgoglio di essere italiani del meridione, la fierezza di essere appartenuti al Regno delle Due Sicilie e la voglia di riacquistare l’identità perduta.
Noi non sappiamo nulla di chi siamo stati prima dell’unificazione, è stata cancellata la nostra memoria, ritornare indietro di 150 anni , al sangue versato dai vinti, ci permette di capire l’oggi e ci fa sentire il bisogno di mettere a posto i sentimenti e i fatti. E’, questo, un bisogno insopprimibile dal quale non ci libereremo mai, fino a quando tutti gli italiani uniti non decideranno di affrontare quel mostro che è nel nostro passato.
Il nostro è ancora oggi un paese diviso, una maggiore conoscenza della storia non può far altro che unire la nostra gente, solo la verità rafforza l’unità.