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Barcellona Pozzo di Gotto (Me), il segretario provinciale Torre interviene sulla vicenda Dusty

dusty-rifiutiDopo la nota diffusa il 25 luglio, il segretario provinciale Carmelo Torre, chiede ancora una volta di far luce su “la regolarità di una procedura di parziale riassunzione degli ex lavoratori licenziati dalla Dusty effettuata tenendo conto unicamente di un “principio di territorialità”, ossia un principio che non sembra rispondere a logiche di alcun tipo, e non già in virtù del rispetto di una graduatoria di merito, che avrebbe dovuto considerare quantomeno l’anzianità di servizio come parametro di riferimento fondamentale al fine di valutare quali lavoratori riassumere”. “Peraltro” aggiunge “per completezza, si evidenzia che è degli ultimi giorni la notizia di ulteriori assunzioni effettuate dalla Dusty in virtù di una logica del tutto incomprensibile e che non sembra rispondere neppure all’assurdo “principio della territorialità” (da ultimo, infatti, sono stati infatti riassunti anche lavoratori che operavano al di fuori del Comune di Barcellona P.G.)”. 

“Ed ancora – spiega Torre –  in considerazione delle modalità attraverso cui il Comune di Barcellona P.G. ha continuato a dare esecuzione al precedente contratto di appalto stipulato dall’ATO ME2 – ovvero senza che vi sia stata, a differenza di quanto avvenuto in altri Comuni dell’interland, alcuna evidenza pubblica – si chiede alle SS.LL. di voler far luce sulla legittimità di una siffatta procedura. 
Ed in particolare, in merito a quest’ultimo profilo, così come meglio esplicato nella mia precedente nota del 25 Luglio u.s., risulta difficile comprendere come possa il Comune di Barcellona P.G. sostenere che non si sia perfezionato tra lo stesso Ente e la ditta Dusty un nuovo ed autonomo contratto di appalto, bensì solo la prosecuzione del precedente accordo alle medesime condizioni. Se infatti così fosse stato, non è chiaro per quale ragione il prezzo delle prestazioni non solo non corrisponde a quello in precedenza pattuito, ma risulta, ad oggi, ancora indeterminato (e ciò potrebbe rivelarsi eccessivamente oneroso e dannoso per un Comune che al momento versa in una difficile situazione economica).
Ed inoltre, se nessun nuovo affidamento di lavori si è perfezionato, per quale ragione gli stessi lavoratori sono stati preventivamente licenziati per poi essere, in un secondo momento, riassunti? Ad avviso di chi scrive ciò sembra assumere i connotati di un nuovo contratto. In una naturale prosecuzione di un precedente accordo (ai medesimi patti ed alle stesse condizioni) non avrebbe dovuto considerarsi pacifica e presupposta la non interruzione del rapporto di lavoro? Ed il prezzo delle prestazioni non avrebbe dovuto corrispondere a quello precedentemente pattuito?”
E pertanto – conclude il segretario provinciale – considerate le ragioni di opportunità ed urgenza sottese alla necessità di trovare risposte che possano chiarire i lati oscuri di una vicenda divenuta a tratti drammatica, confido in un Vostro sollecito intervento in favore di chi legittimamente invoca la tutela dei propri diritti in virtù dei principi di legalità e trasparenza”.