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Reggio, l’associazione “Amici del Museo” scrive al ministro sui Bronzi e sul progetto del Museo

museoIn data novembre 2010, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria espletava un bando-conCorso ad invito, che prevedeva la semplice “sistemazione dell’area comunale immediatamente antistante l’ingresso principale del museo di reggio calabria su piazza de nava”, [prospetto progetto] diventata poi Sistemazione dell’area comunale antistante l’ingresso principale su piazza De Nava e acquisizione di una idea progetto per l’area urbanistica e di contesto del sito urbano del museo, ed infine: “Ampliamento del Museo Archeologico di Reggio Calabria”. Gli studi tecnici invitati e partecipanti furono:

el’archstar inglese David Chipperfield, lo studio ABDR, lo studio Centola e Associati, lo studio degli arch. Laura Thermes, Renato Nicolini e Renato Laganà, quelli dell’arch. Francesco Cellini, dell’arch. Antonio Giammarusti, del Saa&a (studio di architettura Alessandro Anselmi e associati), di Sensi Contemporanei, art direction Leonardo Sonnoli, dell’arch. Nicola Di Battista.

museoNei primi mesi del 2011, viene proclamato vincitore il progetto presentato dall’arch. prof. Nicola Di Battista, dell’Università di Cagliari.

A novembre 2012, la Direzione Regionale incarica il vincitore di redigere il progetto definitivo.

Il 13 maggio 2013, il prof. Di Battista consegna il progetto definitivo.

Va segnalato che il progetto in questione, il 21 marzo 2011 è stato al centro di un incontro organizzato dal prestigioso Istituto Nazionale di Architettura del Lazio, nella serie dei Lunedì dell’Architettura, presso la sede dell’ACER (Associazione Costruttori Edili di Roma), e a cui parteciparono il Direttore Regionale e la Soprintendente Archeologica per la Calabria. Ed il 16 maggio 2011 è stata addirittura allestita una mostra di questo progetto presso l’Università di Cagliari.

Non risulta che manifestazioni consimili stiano state curate a Reggio Calabria. Eppure, si trattava di un progetto che interviene massicciamente, invasivamente, nel tessuto urbano e nella realtà monumentale della città. L’assenza di comunicazione, di ricerca del coinvolgimento, di confronto con le sue realtà accademiche, culturali e sociali è stata totale. Agli Enti Locali partecipanti alla Conferenza dei Servizi del 26 giugno scorso, il progetto è stato rimesso il 6 giugno.

Interventi previsti:

= una sala ipogea, ricavata sotto il Corso Garibaldi, tratto antistante il Palazzo Museale, con uno scavo di dimensioni impressionanti: 50 metri di lunghezza, 22 di larghezza, 10 di profondità, che conterrebbe i nuovi servizi di accoglienza del Museo Archeologico:

= un parvis, cioè la trasformazione del medesimo tratto del Corso in isola pedonale, con il sollevamento del suo piano di calpestio, fino ad eliminare i gradini d’ingresso dell’edificio; creazione di un raccordo con il piano di calpestio dell’antistante piazza e conseguente eliminazione anche dei gradini di accesso alla piazza. È previsto un rialzo di 60\70 centimetri del livello del Corso, per creare un piano unico tra il palazzo piacentiniano e la gradinata d’accesso alla piazza: il sagrato. Nel progetto, è prevista una pavimentazione in pietra lavica, pretendendo così di assicurare una continuità con il basamento del Palazzo; ma con il piccolo particolare che quel basamento non è in pietra lavica ma in granito di Palmi. Una tale soluzione, facendo sparire il ricordato basamento, altera profondamente lo stile del palazzo, che si ritrova anche affossato nelle sue linee verticali.

= unalanterna, struttura in ferro e vetro, sul lato della Piazza De Nava, per l’intera lunghezza del fronte ex-Corso. Essa sarebbe destinata a coprire gli ingressi al tapis-roulant, alle scale normali e agli ascensori, necessari per scendere nella sala ipogea. È articolata in tre sezioni e anche le sue dimensioni sono imponenti: lunghezza cinquanta metri, larghezza sei, e soprattutto altezza ben oltre quattro metri. Un’autentica cortina che, per i ridotti spazi della piazza, provocherà grossi problemi di impatto ambientale. La cesura sull’asse longitudinale di Corso Garibaldi costituirebbe una barriera fisica. La piazza non potrebbe essere più fruita nella sua interezza, perché il corpo vetrato ne interrompe la continuità visiva. Non a caso il progettista utilizza il vetro  come male minore.

Tutto questo è reso terribilmente più complicato dalla presenza, sull’area, di un vincolo monumentale e paesaggistico, e di un vincolo archeologico. In tutta la zona contigua al palazzo piacentini si estende, infatti, per oltre due ettari, una necropoli di epoca ellenistica (IV- I sec. a.C.) accertata, con importanti restituzioni.

Il che comporterebbe, da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Reggio Calabria e Vibo Valentia e per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, l’automatica applicazione delle disposizioni contenute nel D. Lgs. n. 22/2004, noto come ‘codice dei beni culturali e del paesaggio’, ed in particolare degli artt. 10 (tutela delle piazze [negli anni 2009-2010 la competente Soprintendenza impose che un progetto di ristrutturazione funzionale della Piazza De Nava, avanzato dall’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, si limitasse alla sola rideterminazione delle quattro aiole laterali…]), 20 (interventi vietati), 21 (interventi soggetti ad autorizzazione), 25 (assenso motivato in conferenza servizi), 26 (competenza autorizzazione per impatto ambientale), 45 (valutazione prospettiva e luci – prescrizioni di tutela indiretta), 136 (vincolo paesaggistico).

E poiché le norme risalenti alla legge del 1939 prevedono il divieto di scavo con mezzi meccanici nelle aree archeologiche vincolate, per portare a termine la realizzazione dell’ipogeo, considerate le sue imponenti dimensioni, operando in un terreno ricchissimo di presenze di grande importanza per la storia di Reggio Calabria, i tempi diventano addirittura imprevedibili.

Ma c’è un altro interrogativo da porre: la fruizione del Museo da poco riaperto.

La cantierizzazione dell’opera significherebbe la chiusura della Piazza, sulla quale è prevista l’installazione della gru centrale, nonché del tratto di Corso Garibaldi interessato allo scavo, e delle strade adiacenti, per un tempo non calcolabile.

Inoltre, lo svuotamento del tratto del Corso, previsto a filo con le pareti del palazzo, la scomparsa dei gradini dell’attuale ingresso, la presenza di una vera e propria voragine, che potrebbe provocare nei visitatori fenomeni di vertigine, pongono grossi problemi di messa in sicurezza dell’eventuale passerella che dovrebbe condurre da una delle strade adiacenti fino all’ingresso. Ci si chiede se, nel quadro economico dei lavori, il connesso problema tecnico e finanziario sia stato preso in considerazione. Infine, l’ingente massa di materiale terroso (undicimila metri cubi), da rimuovere da un terreno, definito, nella relazione geologica allegata al vecchio progetto ABDR, “dalle scarse capacità di autosostentamento”, comporterà problemi manutentori molto seri per i reperti esposti nelle contigue sale museali, compresa quella dei delicatissimi Bronzi di Riace. Tutti questi elementi messi assieme potrebbero comportare una nuova chiusura, per un tempo, si ripete, non quantificabile, del Palazzo Piacentini.

Va puntualizzato che il pubblico sentire di Reggio accoglie, con interesse e totale apertura, l’ipotesi di realizzare, ad integrazione del Museo, nuovi servizi di accoglienza, sale per mostre temporanee, sale per la didattica e la convegnistica (la caffetteria è già prevista nel nuovo piano panoramico rialzato). Ma alla realizzazione di queste accettabili finalità con l’improbabile progetto Di Battista, ci sono serie alternative.

Innanzitutto, eliminando l’ipotesi della sala ipogea, si potrebbe operare una semplice rimodulazione dello skyline della piazza Giuseppe De Nava, ottenendo  l’effettiva formazione di un ampio parvis, autentico segno di novità e momento di congiunzione fra il Museo e la piazza, nonché raccordo originale fra l’antico centro storico reggino e i grandi quartieri post-terremoto. Ciò significherebbe: tempi molto rapidi di realizzo con costi molto contenuti, rispetto del palazzo, abbellimento della piazza, nuova dimensione urbanistica e riqualificazione del lato nord della città. Tutti elementi di innovazione che con l’attuale progetto non si raggiungono.

I nuovi servizi potrebbero essere collocati nella grande area dell’ex cortile del palazzo museale, fornita di un significativo accesso autonomo sulla via Vittorio Veneto. Era proprio in questo settore che, nel progetto, oggi in corso di attuazione, tali servizi erano stati previsti; e non si conoscono i motivi per i quali ne sono stati stralciati.

Ma sempre per la creazione di adeguati servizi di accoglienza, un’ulteriore ipotesi potrebbe essere quella dell’acquisizione del cosiddetto ‘Roof-Garden’. Si tratta di un edificio a due piani, costruito negli anni ’60, molto vasto, collocato proprio di fronte al Museo, in una posizione spaziale felicissima in relazione al Museo stesso. Esso, ad oggi, si presenta in stato di deplorevole abbandono. La sua utilizzazione risolverebbe così due problemi: la definizione di un complesso di servizi fortemente attrattore, senza gravi sacrifici urbanistici per la città; l’eliminazione di uno spazio-volume che, per privata incuria, danneggia l’immagine della città in un nodo visuale nevralgico.

Tutto ciò premesso, in conformità a quanto riportato nel documento finale del Forum organizzato dall’Associazione ‘Amici del Museo di Reggio Calabria’ in data 15 luglio 2013, e al quale hanno partecipato oltre 30 Associazioni Culturali e Club Service, si chiede:

= che le procedure in atto, per l’approvazione e il bando d’appalto del Progetto Di Battista, vengano sospese;

= che venga aperto un tavolo di confronto con tutte le componenti accademiche, culturali e di servizio della Città, nel corso del quale si valutino le ipotesi migliori per realizzare quelle integrazioni al Museo divenute ormai opportune e indispensabili.

Nell’intento di aprire rapidamente una nuova stagione di promozione culturale e di frequentazione turistica per il Museo Nazionale Archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria.