Reggio, il movimento “Liberi di ricominciare” attacca i commissari: “Stanno uccidendo il turismo”

reggio calabria bagniUn vero e proprio j’accuse quello di Paolo Ferrara, presidente del movimento “Liberi di ricominciare“. Il bersaglio è la gestione della città di Reggio Calabria da parte dei commissari prefettizi, soprattutto per quanto riguarda il settore turistico. Un “modello Panico” lo chiama Ferrara, con un gioco di parole col cognome del commissario Vincenzo Panico. Secondo l’ex consigliere comunale, prima del commissariamento, il settore turistico di Reggio, seppur con qualche comparto zoppicante, forniva servizi accettabili. Adesso invece la città si trova in una vera e propria “emergenza turistica”.

Più che la “cattiva pubblicità”, data dal problema rifiuti, dalle infiltrazioni mafiose e da alcuni recenti casi, come il ritardo nell’inaugurazione del Museo Nazionale, i commissari, secondo Ferrara, hanno la grave colpa di star gestendo in maniera pessima la questione della balneazione. La Commissione ha emesso diversi divieti di balneazione, in zone dove la qualità delle acque risultava scarsa o appena sufficiente. Tali divieti sono stati affissi ma, in più punti, sono spariti poco dopo. “Un vero e proprio attentato alla salute pubblica“, afferma Ferrara.

Non solo. Ferrara accusa di alcuni gravissimi “attentati” alla salute pubblica, con scarico direttamente a mare di materiale fognario a Gallico, a causa di lavori di manutenzione alla rete. E gli impianti di depurazione? Ci sarebbe un bando di gara, ma l’appalto per manutenzione e riparazioni non è ancora stato aggiudicato. Nelle casse del Comune di Reggio, denuncia Ferrara, vi sarebbero ben 13 milioni di euro che dovrebbero garantire ai cittadini una balneazione priva di rischi. Ma nemmeno uno di questi euro è stato stanziato in questo settore.

Quello che chiedono Ferrara e il movimento “Liberi di ricominciare” è un tavolo tecnico al quale partecipino le Istituzioni e tutti i soggetti interessati, al fine di garantire e tutelare ambiente e salute. Inoltre occorrerebbe rinforzare la collaborazione con l’Arpacal, al fine di effettuare un più certosino monitoraggio per le acque. In attesa di ciò però il movimento si è tutelato con un esposto alla Procura della Repubblica, che denuncia la situazione.

Ancora più duro di Ferrara è stato l’assessore provinciale alla Cultura, Eduardo Lamberti Castronuovo. Per Castronuovo la città è stata ormai uccisa turisticamente parlando, e solo i cittadini possono rianimarla. Sia per l’assessore che per Vincenzo Marra, presidente “Assobalneari Calabria”, il rilancio di Reggio Calabria può e deve partire dalla riapertura del Museo. Marra, così come Vittorio Caminiti, presidente “Federalberghi Calabria” si pongono una domanda fondamentale: chi pagherà per i disservizi, per i mancati interventi di manutenzione, per i danni economici che la Regione e l’intero settore turistico stanno subendo?

Chi risponderà di tutto questo?“, chiede Caminiti. Il turismo, ricordano, è una risorsa essenziale per creare posti di lavoro e far girare l’economia. Impedire che si possa sviluppare, in una situazione di crisi economica come quella che stiamo vivendo, è un vero e proprio crimine.


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