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Reggio, ex dipendenti GDM: “per concludere l’affare fioccano le diffide…per difendere il personale silenzio assoluto”

gdmDi seguito la nota diffusa dagli ex dipendenti GDM: Egregi signori vi rendete conto che non state parlando solo di un affare da assicurarvi o di fette di golosissima torta da dividere? … in ballo c’è il futuro di ben 600 famiglie.

Abbiamo avuto la conferma a seguito delle azioni degli ultimi giorni, come del resto da noi sempre sostenuto, che i punti vendita della GDM interessano, certo deve essere per loro il maggior guadagno con il minimo costo e se a pagare è il personale … “chi se ne frega”.

Noi ci chiediamo, dove è lo Stato, dove sono le Istituzioni, dove è la Politica quella con la “P” maiuscola … sono tutti “latitanti” … è scandaloso che un giudice milanese abbia chiesto l’archiviazione per il reato di bancarotta e frode. Che tristezza, non essere affiancati da chi ha il “dovere” di difenderci, noi non vogliamo la luna ma chiediamo che sia rispettato il nostro diritto al lavoro … dopo anni e anni i 600 dipendenti non possono essere cancellati con un colpo di spugna e dover subire a seguito delle corrette lotte gravi atti intimidatori.

Noi non comprendiamo perché nessuno interviene, il percorso di quest’amministrazione straordinaria è lampante a tutti, vogliamo per chiarezza qui in breve riepilogarlo:

Nei primi mesi del 2012 la GDM è ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria ed è nominato come commissario straordinario il Prof. Marcello Parrinello che si presenta ai 600 dipendenti come il “Salvatore”, segue una miriade di promesse mai mantenute, un poco chiaro e superficiale agire che ci porta a perdere anche qualche punto vendita e il Prof. più che assumersi la responsabilità delle 600 famiglie si preoccupa solo del suo buon nome e si comporta da bravo professorino con tanto di manuale alla mano dimenticando che noi non siamo i suoi allievi ma lavoratori cui lo stipendio, frutto del loro lavoro, serve per sfamare noi e i nostri figli. Sin da subito (se non da prima) si fa il nome di Bonina, è importante evidenziare che il consulente del Prof., il dott. Ferro era anche il consulente del gruppo Bonina … cosa non da poco, il quale rilascia anche pubblica intervista all’AM Notizie di aver già pronto il contratto per accaparrarsi tutta la GDM, video disponibile su internet ma poi misteriosamente, forse a seguito delle pubbliche smentite, scomparso. In seguito si fa avanti il gruppo Noto che per quanto sia più stimato non fa certo una valida offerta anzi sceglie la fetta di torta più appetitosa ma fregandosene pienamente del personale, appaiono anche ignoti imprenditori locali … insomma è il momento degli avvoltoi … è chiaro sin da subito che il fattore umano non è assolutamente considerato da nessuno.

Certo conviene che il tutto si svolga fuori bando con imprenditori già ambientati in zona evidentemente non è arrivato il visto d’ingresso per altri gruppi … non nascondiamoci dietro il dito … e così gli imprenditori hanno permetteteci il termine carta bianca, trattativa privata e poi certo c’è il Comitato di Sorveglianza (invitiamo anche chi di dovere a un’accurata verifica sui membri di questo Comitato) e benestare Ministeriale.

Ora noi sin da subito abbiamo gridato S.O.S., abbiamo scritto a tutti al Presidente della Repubblica, al Prefetto Piscitelli, ai “nostri” politici, al Procuratore de Raho e non facciamo mistero dell’enorme fiducia che abbiamo riposto nello stimatissimo Magistrato Dott. Lombardo nella speranza che tra i suoi pesantissimi e innumerevoli impegni facesse luce sulla GDM.

Si poteva e forse si può ancora non aspettare il morto per luce sul dramma GDM, perché non agire in corso d’opera e assicurare a tutti giustizia, trasparenza e legalità con il vostro autorevole silenzio state legalizzando l’ingiusto e permettendo “rispettando o meglio pilotando” questa procedura di farsi gli affaracci loro a spese dei più deboli. Perché non verificate che fine faranno gli strategici immobili della GDM?

Egregi rappresentati dello Stato destatevi e non permettete quest’omicidio sociale.