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Messina, reset! Stu Tirone: “ennesimo atto di una città incapace di fare e decidere”

logoresetDopo l’iniziativa dell’Ing. Pizzino, relativa all’iter procedurale per l’approvazione della STU del Tirone a seguito della quale si sono susseguite una serie di veementi reazioni, reset! chiarisce la propria posizione.

Abbiamo assistito – recita il comunicato del movimento – come purtroppo avviene troppo spesso in città, a dichiarazioni di intento e prese di posizione forti senza che nessuna delle stesse, ad esclusione di quella del M5S, proponesse alcuna soluzione al tanto contestato atto amministrativo. Neanche dall’Amministrazione sono arrivate indicazioni chiare, ad esclusione di un monito al dirigente che dimostra come ancora non si sia potuto mettere mano, è passato di fatto solo un mese, alla macchina comunale. La storia, forse sarebbe giusto definirla “storiella”, oramai decennale della Società di Trasformazione Urbana (STU) del “Tirone” rappresenta l’ennesimo atto di una città incapace di decidere e fare. Una “classe dirigente” che rimanda sempre ad altri le decisioni. Il tutto mentre in tutta Italia le “STU” hanno dato risposte chiare e soluzioni serie ovunque permettendo il recupero di aree pregiate del territorio.

Come nostra abitudine però non ci limiteremo all’analisi critica della questione, ecco dunque la proposta. Le azioni da intraprendere, che a nostro avviso poi coincidono con gli obiettivi che dovrebbe avere la STU, sono due:

1. Salvaguardia del borgo storico del “Tirone” attraverso una rimodulazione definitiva del progetto, folle, proposto;
2. Salvaguardia dei restanti 6,5 milioni di euro di finanziamento dedicati dal “Contratto di Quartiere” proprio al recupero di questa importante porzione storica del tessuto urbano.

Parlare oggi, però, di modifiche progettuali senza porsi prima il problema della definizione della questione amministrativa è un primo grande errore nel quale, ancora una volta, si rischia di incorrere. La società è di fatti molto differente rispetto a quella finanziata, viste le fuoriuscite di alcuni soci di maggioranza, per cui la prima verifica deve riguardare la possibilità di tramutare l’intervento da pubblico-privato in esclusivamente pubblico, o nel caso in cui si decidesse di mantenere un intervento pubblico-privato, quali siano i vincoli che la Regione ed il Ministero potrebbero imporre all’Amministrazione Comunale.

Tale verifica va immediatamente fatta altrimenti si rischia o di parlare del nulla rispetto alle, ovvie e necessarie, modifiche progettuali, o di perdere il finanziamento con il risultato di lasciare tutto com’è. Cosa, quest’ultima, che va, a nostro avviso, assolutamente evitata. Ricordiamo inoltre che le abitazioni del “Tirone” andrebbero liberate e che i ritardi di questi anni innescano anche responsabilità rispetto a tale questione.